» Bilancio
e prospettive
Par
Paolo Martino
La fine dell'anno coincide con la fine
del nostro mandato, iniziato nel 1997. Le elezioni per
rinnovarlo sono previste dalla nuova legge, entro il 31
marzo 2004. I tempi saranno stretti perchè, anche
se si voterà per corrispondenza, avremo al massimo
due mesi per comporre le liste dei candidati ed autenticarle.
Auguriamoci di avere i candidati e le firme richieste
nei tempi utili...
Sarebbe forse il momento giusto per fare un bilancio? Mi sembra aver scritto
più volte quanto è strano lo statuto di quei Comites, organi
di rappresentanza degli italiani all'estero, di un'Italia di fuori, diversa,
nostalgica o diffidente, inconsapevole della vita politica della madre
patria, dimentica spesso della sua lingua e dei cambiamenti vertiginosi
della società. Soprattutto nei paesi della comunità europea,
gli italiani all'estero rivendicano la loro italianità se l'Italia
vera coincide con quella che sognano, unita, forte, brillante, modello
di cultura e di civiltà; e ciò non sempre è facile,
purtroppo. Organi apolitici, i Comites creano un doppione un po' strano,
un po' falso, come una foto sbiadita o sbagliata dell'Italia madre, mantenendone,
spesso ad alto prezzo, e con molte illusioni, i valori emblematici. Assumere
queste ambiguità, questi paradossi, non è sempre facile;
alla prepotenza può succedere l'umiltà o la vergogna sotto
lo sguardo di chi ci ospita. E si precisa così uno dei ruoli del
Comites : spiegare, fra noi e d'intorno, che i governi passano ma che
lo Stato rimane, che sempre deve sopravvivere l'Italia dei valori. Io
credo, ne sono convinto, che finchè ci saranno in giro italiani
nel mondo, deve sopravvivere anche una loro rappresentanza eletta, all'infuori
di quella consolare, e che si chiami Comites o Consites o con qualsiasi
altro nome, ben poco importa purchè non sia una conchiglia vuota
soltanto capace di rinviarci nell'orecchio il mormorio della lontananza.
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