Revue d'actualité, culture et civilisation italiennes

 
SOMMAIRE
 Edito
 La parole à...
 Caléïdoscope
 Itinéraires
 Saveurs
 Mythes
 Portrait
 Dossier
 Littérature
 Histoires d'émigration
 Spiritualite
 L'Italien  'Espresso'

 
Spiritualité

Imprimer

Envoyer

Italie: Don Antonio Chiereghin

» Come, se non insieme?
Par Don Antonio Chiereghin
Riflessioni sulla Settimana dell’Unità dei cristiani.

Prossimo ai quaranta, prete ormai da quasi quindici anni, pensavo di averle viste e fatte praticamente tutte. Mi sbagliavo. Il servizio in due parrocchie di Roubaix, invece, mi ha catapultato in una realtà assolutamente inedita. Oddio, non è che non fossi al corrente che dal 18 al 25 gennaio di ogni anno, nella Chiesa cattolica e nelle Chiese ortodosse e protestanti, si svolge una Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani; una vera e propria “invenzione” datata 1908, poi accolta con gioia dai cattolici, anche se non senza iniziali diffidenze; ancora, una delle rare occasioni in cui i cristiani si trovano a pregare insieme, adattandosi a una modalità di celebrazione diversa da quella tipica delle loro rispettive Chiese.
E allora succede che mi ritrovo unico prete con altri cattolici, totalmente spiazzato nel vedere che i protestanti, tutti, sono arrivati per la preparazione ciascuno con la sua brava Bibbia (magra figura...); e che prima di cominciare insieme a noi cattolici, il pastore e la sua gente ci dicono che alcune cose scritte dal papa o dai vescovi proprio non le hanno gradite. Non che Giovanni Paolo II avesse bisogno di avvocati d’ufficio... ma è andata così.
E insomma. Ho provato a dire che quello che ci unisce è più di quello che ci divide. Anzi proprio il fatto di essere divisi dalla storia, e ancora oggi da questioni anche non marginali, diventa motivo in più per volere stare insieme, per conoscersi meglio e pregare. Mi hanno ascoltato, sono stati pure contenti. Per fortuna, sennò sarebbe stata dura andare avanti!
Possiamo non interessarci dell’ecumenismo, di questo dialogo fra le Chiese e lasciarlo agli specialisti? Noi che, in Italia come in Francia, abbiamo a che fare con un diffuso senso di indifferentismo verso il fatto religioso, o con il problema del relazionarsi ad altre religioni.
O al contrario, non ha forse qualcosa da dire al cammino di ciascuno di noi il desiderio delle Chiese cristiane di guardare avanti, di cercare di interpretare il futuro nella luce del vangelo; e non in quelle, per certi versi più rassicuranti, prese di posizioni forti e sicure di un passato in cui “il diverso da me” era visto come nemico da convertire, minuscolo miscredente da conquistare e da riportare al retto ovile?
E se quello che avviene fra le Chiese cristiane fosse una sorta di cartina di tornasole per imparare “uno stile ecumenico”, per convertirsi a un desiderio di unità che non voglia appianare le differenze ma esaltarle nella ricerca di forme concrete di una unità più grande e di maggior valore? Ad ogni livello, partendo da casa propria ?
Non sta bene finire un articolo con delle domande, è vero. Ma forse le risposte dovremo provare a darle ognuno di persona.

Mission Catholique Italienne de Roubaix et Valencienne
1, rue Danemark
59100 ROUBAIX

Tél. 03 20 70 00 66
akidant@aol.com

Retrouvez la suite de l'article dans Radici

Article suivant » L'Italien 'Espresso'
Editalie Sarl © 2004 - Tous droits réservés

.:Annonces:.


Café Italien


Centro Italiano