» Italo Calvino
(1923-1985)
Par Cristina Noacco
Figlio di una coppia di botanici, Calvino esordisce a 23 anni
con Il sentiero dei nidi di ragno, romanzo in cui racconta la
sua partecipazione alla Resistenza. Entrato nella casa editrice
Einaudi, svolge intensa attività politica partecipando
al dibattito letterario e culturale del tempo. Nel corso degli
anni dà vita a numerose riviste, collane di libri e progetti
editoriali per adulti e ragazzi. Dalla fine degli anni ‘60,
ormai celebre romanziere, si trasferisce a Parigi, dove stringe
amicizia con Queneau, ma continua a frequentare l’Italia.
Ancora attento agli sviluppi del dibattito culturale, resta
però distante dalla scena letteraria. La sua opera è
estremamente varia, frutto di un talento eclettico: dal neorealismo
del primo romanzo alla lettaratura fantastica. Calvino è
stato grande sperimentatore di generi, sempre attento a osservare
e descrivere la realtà da prospettive diverse.
In Le città invisibili il gusto per il resoconto si unisce
alla passione per la semiologia e per l’invenzione pura.
La città di Isaura viene presentata con lo stile neutro
e prudente di una relazione. La forza della pagina si concentra,
grazie al ricorso a termini tecnici e meccanici, nella concretezza
delle immagini evocate.