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Italia

» Ricchi e poveri
Par Romain Camisassi

Un mendicante all’angolo della strada. Un senza tetto che fruga in un cestino della spazzatura. Sono immagini di miseria reale, divenute fin troppo comuni nelle città italiane. Ne sanno qualcosa i sette milioni di persone che, secondo i dati Istat, vivono nell’indigenza. Non sono molti coloro che arrivano a situazioni disperate, ma il divario tra ricchi e poveri si fa sempre più ampio. Se negli ultimi anni il numero degli italiani che vivono in miseria non è aumentato, è vero però che i poveri sono sempre più poveri. Accanto a queste persone ci sono poi molti italiani che si sentono indigenti, indipendentemente dalla loro condizione economica. Un’inchiesta Isae, condotta tra il luglio del 2003 e il giugno dell’anno scorso, rivela che il 60,7 per cento degli italiani si sente più povero, contro il 51,4 per cento dello scorso anno. La percentuale aumenta ulteriormente nel Sud, dove raggiunge il 75 per cento. La cosiddetta povertà soggettiva, legata alla percezione personale della propria condizione, è cresciuta soprattutto durante l’inverno 2004. In un periodo di aumento dei prezzi e di crisi internazionali, questi dati non stupiscono troppo. Invece stupisce e offende la trovata, non certo geniale, di alcuni studenti di una scuola italiana di design di creare delle case in cartone pieghevole per i senza tetto. Veramente poveri di « spirito » i nostri provetti allievi inventori.

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