» Andrea Zanzotto (1921)
Par Cristina Noacco
Biographie:
Nato a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, ha studiato
a Padova, per tornare quindi al suo paesaggio collinare,
dove ha trascorso la vita come insegnante. Nella sua lunga
e ininterrotta carriera di scrittore, Zanzotto ha affrontato,
tanto nella poesia quanto nelle sue opere di critica,
i temi più attuali della cultura contemporanea.
La poesia che leggiamo è tratta da La Beltà,
del 1968, che rappresenta forse il momento culminante
dell’esperienza poetica di Zanzotto. Si tratta di
un’invocazione, di una preghiera filosofica che
il poeta rivolge al mondo, perché il suo essere
superi la nostra capacità di immaginarcelo, di
rappresentarlo e di dirlo, e ci aiuti, con il suo senso
assoluto, a “essere”, al di là di ogni
fallimento morale e di ogni incomprensione. L’andamento
della poesia è difficile: la sintassi si arresta
e si allarga continuamente. I termini sono ricercati,
ma non in senso tradizionale: piuttosto alla ricerca di
nuove possibilità di significato.
Dalla raccolta di poesie
La Beltà (Milano, Mondadori, 1968)
Al mondo
Mondo, sii, e buono;
esisti buonamente,
fà che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,
ed ecco che io ribaltavo eludevo
e ogni inclusione era fattiva
non meno che ogni esclusione;
su bravo, esisti,
non accartocciarti in te stesso in me stesso
Io pensavo che il mondo così concepito
con questo super-cadere super-morire
il mondo così fatturato
fosse soltanto un io male sbozzolato
fossi io indigesto male fantasticante
male fantasticato mal pagato
e non tu, bello, non tu ‘santo’ e ‘santificato’
un pò più in là, da lato, da lato
Fa di (ex-de-ob ecc.)-sistere
e oltre tutte le preposizioni note e ignote,
abbi qualche chance,
fa buonamente un pò;
il congegno abbia gioco.
Su, bello, su.
Su Münchhausen*
* Riferimento al barone di Münchhausen,
noto per essersi tratto fuori dall’acqua
tirandosi con una mano per i capelli.
Au monde
Traduction
française
Au monde
Monde, sois, et sois bon ;
existe bonnement,
fais que, cherche à, tends à, dis-moi tout,
et voici que je renversais, éludais
et toute inclusion n’était pas moins
efficace que toute exlusion ;
allez, mon bon, existe,
ne te recroqueville pas en toi-même, en moi-même
Je pensais que le monde ainsi conçu
dans ce super-choir, super mourir,
le monde ainsi adultéré,
était seulement un moi mal décoconné
que j’étais indigeste, mal imaginant,
mal imaginé, mal payé
et non pas toi, mon beau, pas toi, “saint”
et “sanctifié”,
un peu plus loin, de coté, de coté
Fais en sorte d’(ex-de-ob, etc.)
- sistere
et au-delà de toutes les prépositions connues
et inconnues,
aie quelque chance,
fait bonnement un peu ;
que joue le mécanisme.
Allez, mon beau, allez..
Allez, Münchhausen.
Traduit de l’italien par Philippe
Di Meo
La Beauté - Editions Maurice Nadeau.