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Radici d'Italia
Giuseppe Pontiggia

» Giuseppe Pontiggia (1934-2003)
Par Cristina Noacco

Nato a Como, ha esordito col primo romanzo a 25 anni, continuando poi per tutta la vita a pubblicare e a collaborare con diverse riviste letterarie. Dopo un periodo neoavanguardista in cui ha condotto esperimenti sulla struttura e sulla trama narrativa, ha preferito poi, nella sua stagione più ricca, dedicarsi a romanzi di impianto più tradizionale. Caratteristiche della sua scrittura sono l’ironia del ritratto psicologico e sociale dei personaggi e la rapidità descrittiva. Vincitore di alcuni tra i più prestigiosi premi letterari italiani (Premio Strega nel 1989 per La grande sera, Premio Super-Flaiano nel 1993 per Vite di uomini non illustri), con Nati due volte Pontiggia ha ottenuto nel 2001 il Premio Campiello.
Il brano che vi proponiamo è tratto da quest’ultimo romanzo e rappresenta un esempio della scrittura di Giuseppe Pontiggia: la scelta linguistica, ad un tempo fluida e accurata, permette all’autore di trasmettere una profonda riflessione sul tema, che seduce il lettore per la sua trasparenza.

Nati due volte / Nés deux fois
Milano, Mondadori, Collana Oscar Mondadori 2000
Éditions du Seuil
lingua: facile
genere: romanzo

« Ricordo il professore che, tre mesi dopo il parto, dietro la scrivania del suo studio, ci aveva rivelato la verità, ovvero quello che pensava. Aveva riflettuto a lungo prima di rispondere, in una penombra carica di angoscia. Non era ricorso alla sfera di cristallo. Più esperto di medicina e di uomini che tanti suoi colleghi, ci aveva detto, con voce pacata e ferma, guardandoci negli occhi: «Non posso prevedere come diventerà vostro figlio. Posso farealcune ipotesi ragionevoli. […]
Però posso sbagliarmi.Voi dovete vivere giorno per giorno, non dovete pensare ossessivamente al futuro. Sarà un’esperienza durissima, eppure non la deprecherete. Ne uscirete migliorati. «Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi, da quello che saprete dare. Sono nati due volte e il percorso sarà tormentato. Ma alla fine anche per voi sarà una rinascita. Questa almeno è la mia esperienza. Non posso dirvi altro.»

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