Revue d'actualité, culture et civilisation italiennes

 
 
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Radici d'Italia: Rocco Femia

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Par Rocco Femia

Per un 2006 di veri incontri
Nel rapporto con il TU l’uomo trova il suo IO.
Io divengo attraverso i miei rapporti con il TU:
nel momento in cui divengo IO, dico TU.
Ogni vero vivere è incontrare.
Martin Buber

La lettura di questa frase del filosofo austriaco ha fatto tilt nella mia mente in questi giorni di fine anno. A pensarci bene la nostra vita è un continuo incontrare. Incontrare nel quotidiano le persone che si amano e con le quali si condivide la vita, incontrare coloro che ci sono compagni nel lavoro, che ci sono amici, che sono legati a noi da vincoli di parentela e di affetto. La vita insomma come incontro permanente attraverso il quale diveniamo sempre più noi stessi e scopriamo ogni giorno aspetti nuovi della nostra stessa identità ed umanità. Anche quando gli incontri non sono come ce li aspettavamo.
La storia di quest’anno appena trascorso potrebbe forse far nascere in noi un sentimento di diffidenza e paura o nel migiore dei casi di curiosità nell’incontro con l’altro diverso da sé, con chi porta impressi nella pelle, nella struttura fisica, nel linguaggio, nelle abitudini quotidiane i segni della diversità di origine, di cultura, di religione. Eppure questo altro che viene da lontano e che vive tra noi, vicino a noi, è la grande opportunità che abbiamo in questo tempo storico di diventare persone che sanno incontrare gli altri e se stessi nella diversità, nello scambio, nel dialogo appunto.
Certo, un compito difficile, ma affascinante e possibile. Credere in questo è credere che ogni persona e ogni popolo custodisce e vive nella sua specificità una dimensione più grande che li trascende: dopotutto non è proprio questo il vero senso del Natale?
É credere e operare perché nei vari campi dell’agire umano, nel mondo della politica e dell’impegno sociale, in quello della scuola e della famiglia, prevalgano le logiche di pace e non della violenza e della guerra, perché vengano promulgate leggi giuste, che rispettano il diritto di tutti ad una vita più degna, al lavoro, agli affetti, perché le religioni compiano sempre più passi sui sentieri dell’incontro e della comunicazione della verità.
Un compito dunque, ma anche una responsabilità, un dono, uno stile di vita felice. Per tutti. E l’augurio mio e di tutta la redazioe di Radici con un riguardo tutto particolare, permettetecelo, a quelli che soffrono e sono malati.
Augurissimi per un 2006 ricco di incontri affinché si realizzi quanto dice il filosofo: «Ogni vero vivere è incontrare».

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