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Radici d'Italia

» Il carnevale degli italiani
Par Flavio Apriglianese
Il Carnevale è una festa sentita dagli italiani? Come lo vivono? A parte i Carnevali tradizionali e molto belli di Venezia, Viareggio, Putignano e Ivrea, come trascorrono gli italiani questa festa che precede la Quaresima?

La parte del leone la fanno i balmbini. Non c’è scuola o parrocchia che non organizzi una festa in maschera. Non c’è festa nella quale manchino i coriandoli, le stelle filanti e le bugie. A proposito sapete perché i coriandoli si chiamano così? Semplice, perché un tempo invece dei pezzettini di carta colorati si lanciavano i confetti al gusto di coriandolo.
Un’altra usanza tipica di tutta Italia e mangiare le chiacchiere: dolci fritti a base di pastella che, a seconda della regione, si chiamano bugie, frappe, cenci...
Il periodo carnevalesco giunge al culmine il martedì grasso, che precede il mercoledì delle ceneri, a partire dal quale la tradizione cattolica prescrive di non mangiare carne. Carnevale del resto deriva prorio da «carne» e «levare»: togliere la carne. Un’ultima curiosità: il Carnevale di Milano, diocesi in cui vige il rito ambrosiano, dura di più. Si conclude con la prima domenica di Quaresima e si chiama appunto Carnevalone. Una cosa accomuna però tutto i Carnevali d’Italia e cioè che «a Carnevale ogni scherzo vale!» (à Carneval toute sorte de blague est possible).

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