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Bruno Conti
 

» Quando il Mundial fece i «CONTI» con lui
Par Maurizio Targa
Eroe indiscusso del mondiale spagnolo, Bruno Conti rievoca con noi l’esaltante esperienza degli azzurri nel 1982. Il ragazzo della periferia di Roma diventò improvvisamente MaraZico…

Qualche ricordo e quel titolo in Spagna nell’82. Fu più che meritato...
Direi proprio di si. Fu meritato sul campo. Attraverso quella vittoria, demmo un forte contributo al rilancio dell’immagine dell’Italia. E poi il Paese veniva da momenti molto duri, si usciva dagli anni di piombo, quella vittoria fu veramente l’inizio di un nuovo periodo. Si andava verso la rinascita.

Eppure le premesse non erano delle migliori!
Scherzi? Partimmo per la Spagna tra le pernacchie dei giornali, che giudicavano soldi sprecati il costo della nostra trasferta, pronosticando un ritorno a casa al primo turno. E questi erano ancora i titoli più “gentili”…
E voi vi chiudeste in silenzio stampa.
Si, ma non per questo! La critica tecnica, anche pesante, ci può stare. Fu detto e scritto di peggio; che il selezionatore, Enzo Bearzot, fosse un vecchio rimbambito che fumava la pipa e parlava solo di guerra e partigiani, che molti di noi fossero li solo perché raccomandati, addirittura che ci fossero delle relazioni “particolari” tra alcuni miei compagni….e qui veramente non ci potevamo stare più!

Tutti zitti e Zoff a parlare per tutti!
Si, era il capitano, ma per ironia della sorte e per stizza dei giornalisti, forse il meno adatto a fare da portavoce. Dino è un friulano tosto, serio, gran lavoratore e di poche parole; i giornalisti con lui non ci cavavano nulla. C’erano toscanacci dalla lingua sciolta come Tardelli o Rossi, invece parlava Zoff che la polemica non sapeva nemmeno cosa fosse. Fu un’altra piccola vendetta verso la stampa che tanto ci aveva attaccato.

L’inizio del torneo non fu però dei migliori
No, infatti. Eravamo nel girone con Polonia, Perù e Camerun, si giocava a Vigo e La Coruna, in Galizia, nord della Spagna. Facemmo tre pareggi e passammo il turno solo per aver fatto un gol in più del Camerun.

E la stampa si scatenò ancora di più.
Caspita! Finimmo a Barcellona in un gruppetto a tre con Brasile ed Argentina, da cui doveva venir fuori una semifinalista. Tutti pensavano che avremmo avuto il ruolo di Cenerentola, per così dire. Chi fa più gol all’Italia, tra Brasile ed Argentina, vince il girone.

Invece?
Invece sbaragliammo il campo, risorse Paolo Rossi, fino ad allora un pò in ombra, vincemmo 2 a 1 con l’Argentina e 3 a 2 con il Brasile, con tripletta di Rossi. In semifinale con la Polonia non ci fu storia, e l’apoteosi fu il 3 a 1 rifilato alla Germania in finale. Una vera marcia trionfale.

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