» Oriana ci riprova
È tornata a far parlare di
sé Oriana Fallaci e questa volta direttamente
dalle colonne del New York Times che ha dedicato
dieci pagine alle invettive della giornalista e scrittrice
toscana.
Sono passati 5 anni da La rabbia
e l’orgoglio,
il libro che aveva scatenato un’acceso dibattito
in Italia per le posizioni antislamiche della giornalista,
ma che aveva anche registrato un record di vendite in
tutto il mondo. Ora che dovrebbe sorgere una moschea
a Colle Val d’Elsa, la collera della ‘toscanissima’ sale
alle stelle: «Non voglio vedere questa moschea
- riporta il quotidiano La Repubblica - è molto
vicina alla mia casa in Toscana. Non voglio vedere un
minareto di 24 metri nel paesaggio di Giotto, quando
io nei loro paesi non posso neppure indossare una croce
o portare una Bibbia.»
Trasferitasi ormai da tempo nell’Upper East Side di Manhattan, la Fallaci
fa l’occhiolino alla stampa americana che la considera « una delle
più pungenti intervistatrici del mondo ». La lasciano parlare,
lei spara su tutti: sugli omosessuali, che proprio come i musulmani vorrebbero
trasformare tutto il mondo a loro immagine e somiglianza; contro gli immigrati
e in particolare i messicani, colpevoli di averla trattata male nel 1968. Pungente,
decisa, lontana da inutili sfumature e distinguo. Non ha dubbi sul fatto se esistano
musulmani buoni e musulmani cattivi. L’unico dubbio è fugace, passeggero
come il volo di una mosca: «Se ti dicono di scegliere chi è peggio
tra i messicani e i musulmani avrei un attimo di esitazione; poi sceglierei i
musulmani perché mi hanno rotto le palle».
Una signora, toscana, dell’Upper East
Side.