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Vespa

» VESPA, un mito che dura 60 anni
60 anni fa nasceva la Vespa, storico motociclo della Piaggio e simbolo per eccellenza del made in Italy.

Correva l’anno 1946 quando l’impreditore Enrico Piaggio disse di sì al nome Vespa. La nuova motoretta dell’ingegnere D’Ascanio gli ricordava infatti la figura snella, nervosa e veloce dell’insetto. In realtà il primo modello si chiamava Paperino, ma fu scartato perché di forme sgraziate. Corradino D’Ascanio ebbe allora un’idea semplice e geniale: cominciò a disegnare la figura di una persona comodamente seduta e a proprio agio. Solo in seguito aggiunse sotto la sagoma del veicolo. Tecnicamente il modello ebbe successo perché per la prima volta nella storia la carrozzeria copriva interamente il motore: si potevano usare gli abiti di tutti i giorni senza paura di sporcarsi. Inoltre fu eliminata la catena di trasmissione e i comandi collocati sul manubrio. Per la prima volta le gambe non erano più separate dall’ingombrante serbatoio, ma poggiavano su una pedana. Il segreto della Vespa rimane con tutta probabilità legato alla voglia di rinascita del secondo dopoguerra. Protagonista  della prima motorizzazione di massa in Italia, fu corteggiata dal mondo del cinema, da Vacanze romane, con la bravissima Audrey Hepburn, fino al più recente Caro diario di Nanni Moretti (vedi questo numero di RADICI a pagina 53).  Il mito ha venduto fino ad oggi 16 milioni di unità in 13 nazioni ed è commercializzata in 14 paesi.

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