Placido Domingo
Italia ti amo
"Tu ca nun chiagne", "Dicitencello vuje", "Na sera 'e maggio". Non potevano mancare i classici napoletani in "Italia, ti amo", il primo album di Placido Domingo dedicato alla canzone del Belpaese. Un disco, registrato l'estate scorsa in Ungheria con l'Orchestra Filarmonica di Budapest diretta da Eugene Kohn, che raccoglie 16 titoli: da "Tu ca nun chiagne" a "Io te vurria vasà", da "Passione" a "Vurria» e «Catarì Catarì", insieme con romanze da salotto tipo "Musica proibita" e "Non t'amo più".
Andrea Bocelli
Amore
Un titolo perfetto per un album destinato a lasciare un segno. Un album che rispetta sia la coerenza e l'identità artistica del cantante che il potenziale di un personaggio la cui ribalta è il mondo. Anche questa volta un progetto in grande, senza trascurare i dettagli, a partire dalla scelta delle canzoni che, in pratica, si trasforma in una selezione delle più belle canzoni d'amore dell'ultimo secolo. E in questo senso fa piacere che il team di lavoro non abbia dimenticato un tocco italiano inserendo Quando mi innamoro, Estate, Canzoni stonate e Mi manchi, realizzandole inoltre in una versione arricchita da presenze illustri come Stevie Wonder, Kenny G, Christina Aguilera e Chris Botti. Le altre canzoni coprono tutto l'arco della melodia internazionale con una particolare attenzione ai brani latini e latineggianti degli anni ‘40, come la sempre bellissima Amatola, e poi Besame mucho, Te extrano e Momentos (composta da Julio Iglesias e Tony Renis che è anche co-produttore del CD). Con queste premesse e queste forze in campo, Amore colpisce esattamente dove deve colpire: il cuore.
Zucchero
Fly
Un volo di ritorno verso le radici.
Il nostro bluesman italiano, ormai apprezzato e riconosciuto a livello internazionale, a distanza di cinque anni torna con un cd di inediti dove, nonostante la sua solita ironia e il suo amore per i doppi sensi, riesce a ritrovare in undici brani anche il suo aspetto più intimo e introspettivo. L’album è, come ha affermato lo stesso artista, un volo di fuga dall’ignoranza, dalla grettezza, dalla prepotenza. Un volo che trova il suo rifornimento e i suoi viveri di sopravvivenza nel sentimento più puro, l’amore.
Lucio Battisti
Battisti-Panella. Il Cofanetto
Nel 1986, a quattro anni dalla fine del sodalizio con Mogol, Lucio Battisti si riaffacciava al mercato discografico con « Don Giovanni », l’album che segnava l'inizio della sua collaborazione con il poeta romano Pasquale Panella. Altri quattro album costituiranno il frutto di questa intesa: « L'apparenza », « La sposa occidentale », « Cosa succederà alla ragazza » e « Hegel » del 1994. Dal 13 ottobre i cinque lavori sono pubblicati in un triplo cd (40 brani) intitolato 'Il Cofanetto', mentre i singoli cd si intitolano, con uguale e disarmante semplicità, Uno, Due e Tre. Cinque dischi che oggi costituiscono il secondo periodo di Battisti e che estremizzarono il suo distacco non solo dal pubblico, che ne era orfano ormai da anni, ma anche da qualsiasi occasione di contatto con il mondo esterno.
Una veste grafica essenziale, uno schizzo in bianco e nero firmato dallo stesso Panella vuole dare continuità alle copertine appena accennate dei cinque album.