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Radici d'Italia

» Il Burattinaio di parole
In Italia è considerato un gigante della musica, anche se negli ultimi anni Francesco Guccini alterna volentieri l’attività di cantautore a quella di scrittore (Cròniche Epafàniche, Cittanova Blues, La legge del bar e altre comiche).

Già alle sue canzoni è del resto riconosciuto un indubbio valore letterario, che nel 1990 gli ha fatto vincere il prestigioso Premio Montale. Umberto Eco lo ha definito il più colto dei cantautori italiani, ma lui, schivo e goliardico allo stesso tempo, si è sempre sentito un ‘burattinaio di parole’.
Emiliano, 66 anni, 22 album e diversi premi alle spalle, Guccini ha attraversato la storia italiana degli ultimi 40 anni chiosandola con la sua inconfondibile voce, il suo carisma da ‘autore contro’ e impegnato nel sociale, ma anche con la magia della sua poesia intima e arrabbiata, capace di trasfigurare i più banali frammenti della vita di tutti i giorni in profondi e delicati tasselli esistenziali: « C’è sempre stata, pudica, sottile, nelle mie canzoni, una domanda sull’infinito, sul senso ultimo delle cose », ha dichiarato il cantautore in un’intervista. Sono così nate Il vecchio e il bambino, Dio è morto, Per fare un uomo o Incontro, ballate folk ancora molto canticchiate in Italia e spesso da un pubblico che, quando sono state scritte, non era ancora nato.

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