» Slow Food, già venti anni
All’inizio sembrava una pazzia, l’idea balzana di una piccola élite di buongustai piemontesi fissati con il lardo di Colonnata e la fagiolina del Carso. Succedeva 20 anni fa e i fondatori di Slow Food correvano da una parte all’altra dell’Italia,
parlando con piccoli gruppi di produttori desiderosi
di proteggere e valorizzare i prodotti locali.
Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti e oggi il ‘mangiare lento’ (questo significa Slow Food) identifica a livello mondiale un modo di produzione sano, attento alle esigenze del consumatore. Tanto che il marchio Slow Food è stato riconosciuto dalla Fao, che gli ha assegnato il premio per la biodiversità. Il successo di Slow Food è ormai mondiale. Dopo il primo Salone del Gusto nel 1996, sono tante le iniziative che portano la sua firma: ad esempio Cheese, il salone biennale dei formaggi, o il più recente Slow Fish, dedicato al pesce. A ottobre migliaia di contadini arriveranno da tutto il mondo per partecipare a Torino al raduno di Terra Madre e festeggiare così i primi 20 anni di vita dell’associazione nata a Bra, in provincia di Torino. Il suo successo è dovuto
soprattutto ai consumatori, che si sono rifiutati di
mangiare gli insani prodotti industriali di moda negli
anni Ottanta e hanno scelto di tornare alla coltivazione
naturale, rispettosa dei ritmi della natura e delle
sensazioni del palato.
Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food, ne ha fatto
una filosofia di vita: «Consumare prevalentemente il cibo che si produce nel proprio territorio significa lavorare per la salvezza del pianeta e, contemporaneamente, mettersi al riparo dalla fame».
Per saperne di più, visitate il sito www.slowfood.it.