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» Addio Oriana
Si
sono svolti nel cimitero fiorentino degli Allori
i funerali di Oriana Fallaci, la giornalista e scrittrice
nota per il suo coraggio e ultimamente per le sue
esternazioni e provocazioni nei confronti dell’Islam,
che le sono costate non poche accuse per razzismo
religioso e xenofobia. Oriana nasce a Firenze nel
1929.
Esordisce a soli 17 anni come cronista di un piccolo quotidiano fiorentino per
poi passare all’Europeo. Negli anni del conflitto americano in Vietnam si specializza in reportage di guerra. Cominciano così le collaborazioni con il Corriere della sera, per il quale pubblica diversi articoli in particolare sui conflitti mediorientali. Questo è anche il periodo delle celebri interviste a grandi capi di Stato come Henry Kissinger, Golda Meyr, Gheddafi e Khomeini, in seguito pubblicate nella raccolta Intervista con la storia. Il coraggio e la grinta dimostrati in questi faccia a faccia decretano la celebrità di Oriana Fallaci, che si crea ben presto la fama di “donna di ferro”. Significativo è l’aneddoto legato all’intervista a Khomeini, durante la quale senza timore definisce l’Ayatollah un “tiranno”,
togliendosi sfacciatamente di fronte a lui il chador che era stata costretta
a indossare. Oriana Fallaci pubblica anche una serie di libri tra cui i bestsellers
Lettera a un bambino mai nato, Un uomo e Insciallah.
Ma è soprattutto in seguito ai fatti dell’11 settembre 2001 che la fama di Oriana Fallaci fa il giro del Pianeta. Le sue esternazioni sul Corriere della sera all’indomani dell’attentato fanno gridare allo scandalo. La donna si scaglia in modo provocatorio e arrogante contro la religione musulmana e l’islam, per i quali usa toni spietati. La sua invettiva antiislamica viene approfondita in seguito in due libri: La rabbia e l’orgoglio e La forza della ragione, in cui oltre a demonizzare il mondo musulmano, la Fallaci si accanisce contro l’occidente e la sua debolezza e incapacità di difendere la propria identità.
Oriana Fallaci, personaggio scomodo e a dir poco discusso è deceduta in seguito a una malattia che la consumava da anni. Viveva a Manhattan ma ha scelto l’Italia per morire. I funerali si sono svolti per sua stessa volontà in forma molto riservata e alla presenza di pochissimi cari, tra cui il regista Franco Zeffirelli, suo grande amico. La giornalista è stata tumulata in compagnia di una copia del Corriere della Sera, un fiorino d’oro (conferito tempo fa a Zeffirelli dal comune di Firenze e che il regista un pò provocatoriamente ha donato per l’occasione all’amica)
e tre rose gialle.
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