» Susanna Tamaro
Dodici anni dopo il successo mondiale, esce il seguito di «Va' dove ti porta il cuore»Susanna Tamaro nasce a Trieste nel 1957, appartenente ad una famiglia imparentata con il celebre scrittore Italo Svevo. Dopo gli studi al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, Susanna Tamaro esordisce nella narrativa nel 1981 con Illmitz, cui seguiranno altre pubblicazioni, per adulti e ragazzi. L’anno cruciale, però, è il 1994: Va’ dove ti porta il cuore scala le classifiche e diventa un successo di enormi proporzioni. Seguono altri libri, ormai tutti coronati da un grande riscontro di pubblico, e in seguito l’esordio cinematografico con Nel mio amore (2003). Arriviamo così a oggi, a questo Ascolta la mia voce, che nelle intenzioni dell’autrice è sì il seguito di Va’ dove ti porta il cuore, ma porta soprattutto alla luce elementi rimasti celati nel precedente e fortunato libro.
«Sei partita da due mesi e da due mesi, a parte una cartolina, in cui mi comunicavi di essere ancora viva, non ho tue notizie...». Vi ricordate? Era il 1994, cominciava così uno dei più fortunati romanzi del Novecento italiano, Va' dove ti porta il cuore. Un libro di ricerca spirituale, in cui una nonna scriveva alla nipote una lunga lettera. Un testo che conquistò milioni di lettori in Italia e nel mondo. Poi sono venuti altri romanzi, saggi, film, interventi sui giornali, il rapporto con i lettori è continuato attraverso una rubrica su Famiglia Cristiana o in maniera diretta rispondendo personalmente a centinaia di lettere sui temi più vari.
Dodici anni dopo la nonna Olga e la nipote Marta di Va' dove ti porta il cuore, ormai cresciuta, hanno bussato di nuovo alla porta di Susanna. E così il progetto, prima rifiutato di un seguito al primo romanzo, ha cominciato lentamente a prendere forma, finché la Tamaro si è messa alla macchina per scrivere e ha composto di getto questo Ascolta la mia voce, in libreria presso le edizioni Rizzoli.
La scrittrice triestina affronta con lo stile limpido e il coraggio che le sono propri alcuni dei grandi temi contemporanei: l'autonoma ricerca della spiritualità, la manipolazione genetica e la procreazione assistita, il dramma dell'aborto, la confusione ideologica del Sessantotto, il nichilismo del Novecento, la forza rigenerante della natura messa continuamente sotto assedio. Questo nuovo romanzo epistolare, «scritto senza rileggere prima Va' dove ti porta il cuore », comincia con un'immagine potente, quella di un noce sradicato, e con le riflessioni sulla nascita della vita, l'attenzione verso l'infinitamente piccolo: l'uomo, prima di essere uomo, è una morula. «È un ricordo straziante della mia infanzia - spiega Susanna Tamaro - in una intervista. (…) Per me le radici estirpate dalla terra simbolizzano gli strappi del Novecento, sia in senso storico che scientifico. In un suo precedente libro Anima Mundi suor Irene faceva una riflessione sui semi di una pianta: « non è tanto la grandezza dell'orizzonte a turbarmi quanto il progetto insito nell'organismo più piccolo».
Sia Va' dove ti porta il cuore sia Ascolta la mia voce sono due romanzi di ricerca spirituale. Mentre il primo raccontava l'inquietudine di una generazione borghese in crisi ma ancora legata a valori quasi ottocenteschi, qui Susanna Tamaro racconta la ricerca spirituale in un mondo frantumato, da parte di una generazione che sta raccogliendo i cocci della grande esplosione. La crisi benefica che investe oggi anche la Chiesa cattolica, figlia di questo cambiamento, è che chi si avvicina alla fede non lo fa per conformismo, ma per una libera scelta. Una scelta con percorsi diversi e un approdo riconciliante. Alla fine Marta farà l'incontro con la Bibbia, il libro che ci fa vedere oltre gli orizzonti della materia. E recupererà, attraverso un sorprendente messaggio, la memoria del padre scomparso, ma troverà anche la lettera della nonna Olga, datata Opicina 16 novembre 1992: «Sei partita da due mesi...».