La sconosciuta
Un film di Giuseppe Tornatore.
Genere Drammatico, 118 minuti. Italia 2006.
Di Irena non si sa molto, solo che è arrivata in Italia
dall'Ucraina. O forse è tornata, dopo alcuni anni, per
chiudere un conto. Con l'aiuto di un portinaio interessato trova
lavoro presso la famiglia Adacher, una coppia di orafi con una
figlia affetta da una cronica incapacità di difendersi.
Irena si occupa della piccola, la conquista e le insegna a reagire.
Sembra cominciare a trovar pace, ma ecco che si ripresenta il
male che ha deciso del suo passato e che ha le sembianze dell'aguzzino
Muffa. La Sconosciuta di Giuseppe Tornatore arriva a quasi sei
anni di distanza da Malena. Il regista di Bagheria ha avvolto
il tournage nel mistero, assicurandosi che nessuno parlasse
o sapesse nulla del film che preparava. La schiavitù
sessuale delle ragazze che entrano nel nostro paese dalla frontiera
orientale non è qui materia da denuncia sociale ma sfondo
di un incalzante thriller psicologico. Certo l'immaginario di
Tornatore circa le compravendite sessuali e i soldi sporchi
non è estraneo all'influsso delle immagini di altri maestri,
ma tuttavia il film trova una sua identità precisa e
incisiva e un'atmosfera che deve tanto alla luce mitteleuropea
di Trieste.
Salvatore - Questa è la vita
Un film di Gian Paolo Cugno.
Genere Drammatico, 90 minuti. Italia 2006.
Salvatore è orfano e vive in Sicilia con la nonna Maria
e la sorellina Mariuccia. Perduto il padre in un tragico incidente
di lavoro, si fa carico delle responsabilità e degli
oneri dimenticando molto presto il gioco e la scuola. Salvatore
pesca in mare, coltiva i pomodori in campagna, gestisce le faccende
domestiche e ogni notte racconta le favole alla sorellina. Marco
Brioni, un giovane maestro trasferitosi da Roma, incuriosito
dalle assenze frequenti a scuola di Salvatore decide di indagare.
I sopralluoghi dell'insegnante, stabiliranno un contatto con
il bambino, favorendo il suo apprendimento e la nascita di un
sentimento filiale. È la prima volta che la Buena Vista
International produce un film italiano. Il maestro Brioni, interpretato
da Enrico Lo Verso, già amorevole "ladro di bambini"
per Amelio, educando alla libertà della crescita il piccolo
Salvatore è a sua volta liberato dalle pressioni sociali.
Il suo personaggio rompe gli schemi, smette le regole del dovere
per seguire l’istinto, lascia l’aula per portare
la scuola a casa di Salvatore, sulla barca di Salvatore, tra
i pomodori di Salvatore, tutelando la disposizione del fanciullo
verso il mondo e verso se stesso.
La strada di Levi
Un film di Davide Ferrario.
Genere Documentario, 92 minuti. Italia 2005
Dopo
la liberazione dal campo di sterminio di Auschwitz, il 27 gennaio
1945, Primo Levi intraprese un lungo viaggio attraverso l’Europa
per tornare a casa, in Italia. Una strada lunga dieci mesi,
formalizzata ne "La Tregua", uno dei suoi romanzi
più celebri sulla Shoah, sulla sopravvivenza e sul ritorno,
seguito di "Se questo è un uomo". Levi percorse
l’Europa nell’intervallo compreso tra la fine del
Secondo conflitto mondiale e la Guerra Fredda, Ferrario compie
la stessa strada in un tempo questa volta sospeso tra la caduta
del Muro di Berlino e l’undici settembre 2001. Perché
cercare nei luoghi di Levi risposte a questioni moderne e sconosciute
alla vecchia Europa? Nell’infinito peregrinare di questo
road-movie senza attori e in compagnia della sola voce off,
Davide Ferrario si confronta ovviamente con la rappresentazione
della Shoah, riaprendo il discorso sul linguaggio cinematografico
impiegato per rendere immaginabile l’inimmaginabile, rivelando
ancora una volta tutta la difficoltà del cinema a riferire
di questo evento e di rappresentarlo nella sua unica oggettività
storica e morale.