» Luigi Pirandello
70 ani fa, il 10 dicembre 1936, moriva a Roma
Luigi Pirandello, uno dei più importanti drammaturghi e scrittori
del XX secolo.
Due anni prima aveva ricevuto il premio Nobel per la letteratura,
«per il suo schietto e audace tentativo di perpetuare
ai massimi livelli drammatici l’arte del teatro».
Cresciuto nell’ambiente verista di scuola siciliana dell’Ottocento,
aveva messo in discussione le verità certe e semplici
del Naturalismo per portare la letteratura e il teatro nel Novecento.
I suoi personaggi cercavano di ribellarsi agli schemi della
vita, condannati all’impossibilità di comunicare,
arrabbiati e soli. Ed ecco opere come Sei personaggi in cerca
d’autore (1921) e Uno, nessuno e centomila (1926). Era
nato nel 1867 nella piccola tenuta Caos, a pochi chilometri
da Girgenti, in Sicilia. Diventò insegnante dopo essersi
laureato a Bonn in filosofia romanza. La sua esistenza fu caratterizza
dall’incomprensione dei suoi genitori, dalla bancarotta
della miniera di zolfo in cui la famiglia aveva investito tutti
i suoi beni, dalla ossessiva gelosia della moglie. Unica consolazione,
l’attrice Marta Abba, alla quale lo legò una profonda
passione per tutta la vita. L’autore de Il fu Mattia Pascal
(1904) chiese per testamento di essere messo nudo in un lenzuolo
e poi bruciato. Nessuno doveva partecipare al suo funerale.
A lui si sono ispirati moltissimi scrittori e registi, da Leonardo
Sciascia ad Andrea Camilleri ai fratelli Paolo e Vittorio Taviani.