» Non ne ho la
più “squallida” idea
par Flavio Apriglianese
«Non ne ho la più squallida idea»,
è questo il titolo dell’ultimo libro del semiologo
Stefano Bartezzaghi, uno dei padri della settimana enigmistica.
Un libro divertentissimo sugli errori che facciamo spesso noi
italiani nel parlare la nostra bella lingua. Se ne scoprono
di tutti i colori, ma... attenzione a non imitarli.
Una raccolta davvero esilarante di sciocchezze verbali, inconsapevoli
svarioni, sviste e prodezze linguistiche provenienti dagli ambienti
più disparati: dalla scuola ai giornali, dai negozi agli
studi medici, dal mondo del calcio alla parrocchia. Fin dall’inizio
si mette in chiaro che questo non è il solito stupidario,
ma un libro serissimo, anche se si ride dalla prima pagina all'ultima
ed anche se è pieno di ambulanze che viaggiano a sirene
spietate, di anelli impestati di diamanti, di vulcani in erezione,
di gente che vuole affrontare il problema alla foce…
Tanto per entrare subito nell’atmosfera, ecco le segnalazioni
più interessanti come gli avvisi affissi nelle chiese:
« Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto
per tutta l’estate, con i ringraziamenti di tutta la parrocchia
».
« Giovedì alle cinque raduno del Gruppo Mamme.
Tutte coloro che vogliono entrare a far parte del Gruppo Mamme
sono pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio ».
È ovvio che la malizia è tutta del lettore, ma
è proprio l’ingenuità di chi scrive a farci
sorridere.
E ancora: « Mercoledì sera torneo di basket. Venite
a fare il tifo per noi per sconfiggere il Cristo Re ».
Niente male!
Neppure i necrologi sfuggono a Bartezzaghi: « Un anno
è passato, ma resti sempre nel mio cuore. Tua moglie,
a cui oggi amorevolmente si congiunge tuo fratello Mario, tuo
cugino Giuseppe e tutti i tuoi cari amici ».
Poi abbiamo le traduzioni maldestre come quel soldato americano
della base Nato di Aviano che disse di andare al mare a “Bye-bye-One”
e poi si capì che parlava di Bibione, località
balneare del Veneto.
Eccellente anche la nota sul registro di un insegnante: «
Si sospende l’alunna Corsini Ilaria perché ha ossessivamente
offeso la compagna Sabatino Domenica chiamandola week-end ».
I cartelli che il libro definisce ‘incantati’ sono
quelli appesi sulla porta di qualche negoziante molto preciso,
forse troppo. Come il macellaio che avverte: « La domenica
siamo aperti solo per i polli ». Ed ancora presso un ferramenta:
“Qui chiavi in 5 minuti”. Presso un rigattiere di
Genova: “Compro mobili vecchi - Vendo mobili antichi”.
Ecco quanto si legge su una confezione di pellicole: “Pellicola
per stampe a colori: Tenere lontano da fonti di colore”.
Questa poi in un ambulatorio: “Il dottore è temporaneamente
assente: Per casi urgenti rivolgersi al bar” oppure l’avviso
presente in un ospedale: “Gli appuntamenti si prendono
solo con l'infermiera”. In una chiesa: “Questo è
un luogo di preghiera. Siete pregati di pregare”. Sentite
questa, veramente esilarante trovata su una strada per il cimitero:
“Divieto di transito - escluso residenti”. Se andate
all'Ufficio del Registro delle Entrate di Roma rischiate di
trovare questo cartello: "Ufficio delle Entrate - Entrata".
Questo invece è apparso sul titolo di un giornale: "Ragazzino
porta a scuola un profilattico: sospeso per una settimana. La
difesa: misura eccessiva". (La Repubblica, 3 ottobre 2002)
Poi ci sono i frammenti di conversazione a sfondo medico-sanitario.
Quelli che raccontano che la vicina rivolgendosi al dottore
le dice: “Dottore, mio marito ne ha sempre una. Perché
lui sodomizza tutto ». Altri che hanno letto sulle istruzioni
della medicina che « in caso di effetti collaterali bisogna
insultare il medico ».
Non si può dunque che essere grati a Stefano Bartezzaghi
per averci trascinato con coscienza e leggerezza nel paese dei
balocchi delle frasi impazzite, per aver dato nobiltà
agli inciampi del linguaggio, facendoci ridere delle bucce di
banana del parlato. Un libro per tutti i gusti e che potrebbe
essere un ottimo compagno delle vostre serate invernali. Io
mi fermo qui, perché mi sento un pò in colpa,
mi sembra di avere tradito il giornalista che, presentando il
libro, ha concluso dicendo : « Che tutto questo resti
circonciso tra noi ».
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