Revue d'actualité, culture et civilisation italiennes

 
 
Sommaire
 Edito
 Brev'Italia
 Itinerari
 Attualita
 Scienza
 Economia
 Musica
 Intervista
 Anniversari
 Grandi miti
 Stampa italiana
 Storia
 Sapori
 Espresso
 Agenda




Stampa italiana

Imprimer

» Policlinico degli orrori
par Fabrizio Gatti

Article tiré de L’Espresso du 11 gennaio 2007. Hebdomadaire italien, de politique, de culture et d’économie, tiré à un demi-million d’exemplaires chaque semaine, et appartenant au même groupe que le quotidien La Repubblica
.
Incustoditi i laboratori contagiosi e radioattivi, sporcizia e sigarette ovunque. Il viaggio choc nell’ospedale più grande d’Italia dell’inviato de ‘L’espresso’. Per un mese, travestito da uomo delle pulizie.

Quaggiù in pediatria una pausa sigaretta vale più di un bambino. Bisogna camminare fino in fondo al reparto per trovarne la prova. Si arriva davanti a una porta scorrevole con un citofono. Il cartello ‘Terapia intensiva’ rivela le sofferenze che il vetro smerigliato nasconde. Si sente il pianto dei piccoli pazienti. A volte piangono anche i genitori seduti su una panca di fronte. Ma il corridoio prosegue. (…) Non ha sbocchi all’aperto. Non ha finestre. Il fumo ristagna. Volteggia. Si affida alla corrente d’aria e lentamente torna indietro attirato dalla temperatura più calda nel reparto. (…) Chi fuma sono quelli che dovrebbero far rispettare il divieto. Uomini o donne con il camice bianco. (…) Sanno che non si può e non si deve. Ma chissenefrega. Qualcuno l’ha dichiarato con un pennarello nero sul muro bianco: ‘Stiamo in pausa... e si fuma’. (…)
L’elenco delle negligenze fotografate e filmate è impressionante. Dal 4 al 29 dicembre il laboratorio di Fisica sanitaria resta più volte incustodito con i frigo e gli armadi aperti nonostante la presenza di sostanze radioattive. Il deposito di colture batteriche e virali del Dipartimento di malattie infettive e tropicali non ha serratura: senza sorveglianza, il congelatore con le provette a rischio contagio è sempre accessibile a chiunque. Per tre giorni nessuno pulisce gli escrementi che la notte di Santo Stefano un cane randagio ha lasciato nel corridoio sfruttato per trasferire i pazienti da un reparto all’altro. (…). Ogni volta che salgono o scendono dalla rianimazione o dal pronto soccorso o dalle sale operatorie, i ricoverati, anche quelli più gravi (…), seguono lo stesso percorso dell’immondizia. Finiscono così in mezzo ai sacchi neri e agli scatoloni gialli ammassati nel sotterraneo, o in coda ai carrelli della rimozione. E quando gli addetti lavano con getti d’acqua i depositi dei rifiuti, le ruote dei lettini si inzuppano di liquami e trascinano tutto lo sporco in reparto. (…) Basterebbe forse cambiare orario. Almeno rimuovere i rifiuti la sera e non la mattina, quando l’ospedale è in piena attività. Ma questi corridoi sono terra di nessuno. E nessuno decide. La competenza di professori e direttori si ferma al proprio reparto. (…) Impegnati come sono a dividere le giornate tra Policlinico e cliniche private. Perché mai dovrebbero battersi per il datore di lavoro che dà loro sì prestigio, ma con il quale guadagnano meno? Dopo tutto, proprio queste condizioni favoriscono l’esodo dei pazienti verso la sanità privata, o no?
Così nessun nome che conta si accorge del disastro. Anche perché i nomi che contano a Roma di solito non si fanno curare al Policlinico. (…) Al Policlinico ci va la gente comune. Ed è quella che rischia di più. Ogni anno in Italia la mancanza di igiene in corsia provoca un’ecatombe: tra i 4.500 e i 7 mila morti per infezioni prese durante il ricovero. Per altri 21 mila decessi le infezioni ospedaliere sono una concausa. I pazienti italiani che si ammalano in ospedale oscillano tra i 450 mila e i 700 mila all’anno. E nel 30 per cento dei casi si tratta di contagi sicuramente evitabili. (…)
Le infezioni ospedaliere in Italia nel 2005 riguardavano il 6,7 per cento dei ricoveri. (…)
Ma, secondo una ricerca dell’Università La Sapienza e dell’azienda ospedaliera San Camillo di Roma, nel 1999 il Policlinico Umberto I aveva raggiunto il record: 15,2 per cento di infezioni sul totale dei ricoveri. Due volte e mezzo in più della media tra tutti gli ospedali romani. E nessuno ha osato calcolare quante morti abbia provocato tutto questo.

Retrouvez la suite de l'article dans Radici!

Article suivant » La cuisine italienne, l’histoire d’une passion
Editalie Sarl © 2007 - Tous droits réservés

.:Abonnement:.


6 n°: 35€/an
::Commander::




Commandez le hors-série 'Mémoire d'émigration'
18€
(frais de port inclus)



18€
(frais de port inclus)



Partenaires


Festivals en Midi-Pyrénées


Akerys


Festival Rio Loco


Brevivet


GLD Lines