» 20 mila baby-prostitute in Italia
Oscilla tra 18 e 23 mila il numero delle “baby-prostitute” costrette a vendersi sulle strade italiane tra l’impotenza delle forze delle ordine e l’indifferenza generale.
All’indomani dell’allarme della Fao sullo sfruttamento del lavoro minorile, la Cisl annuncia una campagna contro la “baby prostituzione”, attraverso un dossier, pubblicato dal quotidiano “Conquiste del Lavoro”. Il fenomeno riguarda ragazzine tra i 14 e 15 anni d’età, tutte provenienti dall’Europa dell’Est, trafficate in Italia a scopo sessuale da “protettori” che le sorvegliano a vista. Il 60 per cento sono rumene e arrivano in pullman da Bucarest a Roma. Alcune di loro sono “bambine”, visto che iniziano a prostituirsi a 9 anni, spostate di continuo da una città all’altra, dal Nord al Sud. “Non esiste paese in Europa dove ai bordi delle strade ci siano bambine spinte alla prostituzione - ha dichiarato il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni - violando così ogni più elementare diritto. Siamo convinti - ha continuato - che questo traffico umano avviene proprio perché non c’è alcuna opera di prevenzione, quando già basterebbe applicare le leggi ed usare le forze dell’ordine, come avverrebbe in qualsiasi altra parte d’Europa”.