» Il « Grillo parlante »
Popolarissimo comico dei giorni nostri, acclamato da
masse di fans, nel suo infaticabile girovagare,
per l’Italia e non soltanto, Beppe Grillo registra
sempre il tutto esaurito.
Ma chi è veramente Beppe Grillo : un comico, un attore, un giornalista, un politico con la maiuscola, un filosofo, un tribuno del ventunesimo secolo, un “grillo parlante” come viene chiamato da tanti? Forse un pò di tutto questo.
La sua fama di ‘duro e puro’ consolidata da anni di spettacoli in tutte le città italiane, parlando contro l’inquinamento, le sofisticazioni alimentari, le tangenti, i disservizi telefonici, lo strapotere della pubblicità e le menzogne dell’informazione ufficiale ne fanno senza dubbio un personaggio ascoltato e per certi versi, oggi, molto temuto...
Il suo blog è non solo il più letto in Italia, ma uno dei più letti nel mondo, al ventitreesimo posto nelle classifiche mondiali dei blog più frequentati, su diciotto milioni e mezzo di siti. L’unico italiano nei primi cento. Il giornale Time lo designò “eroe europeo del 2005” insieme a Silvana Fucito, imprenditrice napoletana che guida l’associazione contro il racket della camorra.
Un successo dovuto alla fiducia della gente, tutto qui. Per quanto paradossale può sembrare la gente si fida ormai più di un comico che di un politico, o di un manager, di uno scienziato, di un giornalista. Questo Beppe Grillo lo ha capito da tempo.
Ma perché centomila persone al giorno visitano il suo blog? Il suo recente intervento al Parlamento europeo è stato visto da milioni e milioni di persone. Accuse al vetriolo e senza mezzi termini, pesanti come macigni, in modo particolare verso la classe politica italiana. « Nel parlamento italiano ci sono una settantina di deputati condannati in primo o secondo grado e 25 già condannati in via definitiva ». Il comico genovese, invitato a una conferenza sullo sviluppo sostenibile, ha lanciato una proposta shock per l’8 settembre: il “V-day”. Obiettivo? liquidare con un “vaff...” collettivo la classe politica e dirigente italiana.
Di fronte ad un’affollatissima sala dell’Europarlamento, Grillo ne ha avuto per tutti. Prodi? “Soffre di encefalite letargica”. Berlusconi è “lo psiconano”. «Voglio lanciare un grido di aiuto per la nostra nazione» ha detto Grillo che dall’insolito palcoscenico di Bruxelles ha scelto l’otto settembre - come la storica data del 1943 in cui l’Italia si è ritrovata allo sbando - per la sua nuova iniziativa di protesta, che dovrebbe essere una “via di mezzo” tra il D-day dello sbarco in Normandia e “V” come vendetta.
Durante il suo intervento, il comico genovese - che ha presenziato ad una conferenza assieme all’eurodeputato Giulietto Chiesa, al metereologo Luca Mercalli e all’economista Riccardo Petrella - ha passato in rassegna i mali del Belpaese. Fra le proposte lanciate a Bruxelles, la limitazione dei mandati per i parlamentari: non più di due legislature.
«Coi miei spettacoli io cerco di stimolare la gente ad avere senso critico, perché c’è davvero il rischio che venga a mancare la capacità di intendere e di volere… quando uno si rassegna si dimentica del perché si è rassegnato. Dicono che la maggioranza degli italiani è contenta: non è vero, è solo rassegnata.» In queste parole, con cui lo stesso Beppe Grillo spiega le ragioni della sua “militanza scenica”, sta l’essenza e la forza dei suoi spettacoli. Da Tangentopoli allo scandalo Parmalat, dalla crisi energetica al terrorismo, dalla pubblicità alle televisioni, dall’economia alla politica l’ironia di Beppe Grillo abbraccia l’Italia e il mondo e non risparmia nulla e nessuno. Un’ironia senza remore che si trasforma in uno sguardo lucido e disincantato sulla nostra società, di cui “spiattella” vizi e problemi con il sorriso ma anche con la tipica tenacia del comico “arrabbiato”, che non vuole solo divertire chi lo ascolta ma anche coinvolgerlo e farlo riflettere. E intanto in Italia dove «dovremmo essere la patria del diritto, siamo diventati la patria del rovescio! Oggi i fuorilegge scrivono le leggi, i malfattori giudicano i giudici. E il destino dei magistrati è nelle mani delle sentenze degli avvocati…».