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» Lo tsunamometro
è “made in Italy”
Fino ad ora, non esistono sistemi di allerta
efficaci per prevedere la generazione di uno tsunami dopo un
grande terremoto avvenuto in mare.
Quando il terremoto avviene vicino alla costa si pone il difficile
problema di allertare in tempi brevi la popolazione che vive
nelle zone costiere. Una novità fondamentale arriva da
una stazione abissale, “Geostar”, che è stata
installata nel Golfo di Cadice, a oltre 3.200 metri di profondità,
dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale
delle ricerche di Bologna (Ismar-Cnr), che coordina il progetto
Nearest della Commissione Europea.
Questo progetto prevede di mettere i sensori direttamente sulle
strutture a rischio e di monitorarle nel tempo avvalendosi di
uno strumento di nuova concezione: lo “tsunamometro”.
Proprio nel Golfo di Cadice sono state individuate le principali
strutture geologiche che potrebbero causare un terremoto accompagnato
da uno tsunami: il tratto di costa che si estende al di fuori
delle Colonne d’Ercole nel 1755 fu devastato da un’onda
di maremoto, generata dal più grande terremoto mai avvenuto
in Europa occidentale di cui si ha memoria storica.
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