» Cognomi d’italia
di Antonella Biglietto
Si pronunciano di frequente, si ascoltano spesso, ma non si vedono davvero: sono i nostri cognomi, quelle firme inequivocabili che parlano dell’ identità e delle origini di ciascuno di noi.
Lunghi, complicati, comuni, buffi, insoliti,
memorabili, i cognomi sono il patrimonio genetico e sonoro di
un popolo, ne raccontano la storia, ne rievocano il vissuto,
ne identificano le aree geografiche e le dominazioni subite.
Nascono per il bisogno delle società di distinguerne
i suoi componenti o, al contrario, di segnalare la loro appartenenza
a questo o quel gruppo di riferimento: cosi è stato per
le gens degli antichi romani, poi per le corporazioni dei comuni
medievali, per i casati delle famiglie nobili e cosi è
oggi per l’insieme degli abitanti della penisola.
Una tradizione che, nel caso dei circa 350.000 cognomi italiani,
risale alla consuetudine dei romani di assegnare a ogni cittadino
ben tre nomi differenti: il praenomen, corrispondente al nostro
nome proprio, il nomen, che indicava la gens, ovvero la famiglia
o il clan d’appartenenza ed il cognomen, una sorta di
soprannome che precisava il ramo della gens (es. Gaio Giulio
Cesare). Questo sistema, che in caso di omonimia prevedeva fino
a tre soprannomi, si è col tempo semplificato, portando
all’utilizzo di nomi unici, non ereditati, che fossero
chiari e inequivocabili (es. Costantino).
Caduto l’impero romano, la tradizione dei cognomi è
rimasta valida solo presso le famiglie nobili e ricche, mentre
tutte le altre si limitavano a usare il solo nome proprio, spesso
ispirandosi a quello dei santi della religione cristiana. Sarà
a partire dalla fine dell’anno mille che, a causa del
grosso espandersi delle popolazioni, le famiglie più
abbienti della penisola sentiranno nuovamente l’esigenza
di affiancare, al semplice nome, anche il nome del padre o della
madre. Utilizzando le forme di derivazione «de, di»
(nel senso di «figlio di», come nel caso di De Amicis),
i cognomi italiani faranno quindi propria una tradizione tipica
delle popolazioni barbariche.
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