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» «Niente spesa per 2 italiani su 3 E adesso intervenga il governo»
Il Messaggero
Il Messaggero est un quotidien de Rome fondé en 1878. Ses 13 éditions locales sont distribuées en Latium, Ombrie, Marches, Abruzzes et Molise. Son tirage d’environ 230 000 copies en fait le cinquième quotidien d’Italie.

I consumatori soddisfatti della protesta chiedono misure concrete
Francesca Filippi - 14/09/2007

Immagini dello sciopero della spesa, in particolare di pasta e pane, in un esterno. Piazza Montecitorio, ore 10.30 di ieri, ci sono i banchetti che le associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno allestito per esporre pane, pasta e latte da distribuire gratuitamente ai cittadini, presi letteralmente d’assalto. Stesse scene in piazza Verdi, nel quartiere benestante dei Parioli, sotto la sede dell’Antitrust. Abbiamo visto persone che sono arrivate con i carrelli della spesa da riempire. «Io speravo che di trovare anche il caffè, pure quello rincarato» confida la signora Anna Crupi, 62 anni, pensionata. Tutto questo, al di là dell’ovvia mobilitazione di quanti si precipitano ad “acquistare” prodotti offerti gratuitamente, è un evidente segno di disagio da parte di larghi strati della popolazione. La dignità non è facilmente barattabile con un pacco di spaghetti o di rigatoni. Se ciò accade significa che le difficoltà sono enormi e la misura è colma.
La protesta indetta dalle quattro associazioni, con l’adesione anche di Coldiretti e Confederazione italiana agricoltori (Cia), contemporaneamente in oltre cento piazze italiane, ha visto una massiccia adesione da parte dei cittadini, ma anche di molte televisioni straniere. «Da noi, scene simili non se ne vedono» dice un giornalista spagnolo. «È sembrato quasi di rivivere l’assalto ai forni - afferma con una punta di amarezza Carlo Rienzi, presidente del Codacons -. Un segnale che dice molto sulla crisi economica degli italiani. Comunque un altro momento di democrazia partecipata», ha sottolineato Rienzi, chiedendo «come fa il governo a non tenerlo in considerazione». Il leader del Codacons insiste nel chiedere all’esecutivo di fare «decreti che stabiliscano quando il prezzo è anomalo» e alla grande distribuzione di rendere noti i listini alimentari da giugno a settembre.

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