Revue d'actualité, culture et civilisation italiennes

 
 
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» SOS patrimonio
Se si pensa all’Italia la prima cosa che viene in mente sono i palazzi, i monumenti e le opere d’arte. Proprio di questo patrimonio culturale unico al mondo l’Italia sembra curarsi poco.

Del mezzo milione di edifici monumentali esistenti (a fronte di circa 45.000 in Francia e ancora meno in Spagna e Germania) ne è schedato solo un decimo, e i fondi destinati ai restauri sono utilizzati solo per il 30%.
La situazione è allarmante, specie se si pensa che ad occuparsi di questo settore sono solamente 400 funzionari, impegnati prima di tutto a svolgere la trafila burocratica della selezione delle 200.000 richieste che arrivano ogni anno. Se a questo si aggiunge la verifica sul campo e l’analisi delle strutture, si comprende bene che questo lavoro titanesco non è concepibile senza l’appoggio incondizionato dello stato.
I fondi ordinari messi a disposizione sono invece calati dal 2004 al 2007 da 92 milioni di euro a 56. Si fa sempre più sentire il bisogno di una tutela che coinvolga tutto il sistema, dalla salvaguardia del paesaggio, come ad esempio la legge Galasso, che ha vietato (anche se troppo tardi) la costruzione lungo le spiagge, alla messa in pratica dei progetti in cantiere.
Tutto questo però non è attualizzabile se non si aumenteranno i fondi destinati alle Soprintendenze e non si darà più importanza alla protezione di un patrimonio che, piuttosto che essere fonte di ricchezza, rischia di sparire sotto le proprie macerie.

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