» Histoires d’un bonheur possible
Rocco Femia - Directeur de RADICI
Ormai sono anni che le strade della Campania sono invase dalla “munnezza”, dall’immondizia. I mucchi di sacchetti di plastica imbottiti di scarti e resti – mai suddivisi secondo una “logica” raccolta differenziata –, fanno ormai parte del paesaggio urbano. I governi di destra e sinistra – Berlusconi, poi Prodi e ancora Berlusconi – si sono impegnati per risolvere il problema, invano. Nessun “alto commissario” – né Bertolaso, l’uomo dei terremoti, né Di Gennaro, l’ex capo della polizia – è riuscito nell’impresa di eliminare tale scandalo. Ancor oggi, l’emergenza rimane. Perché? Fiumi di inchiostro sono corsi per spiegare il fenomeno, nel frattempo ingigantito da fiumi di immagini (proverbiale il servizio di Al Jazeera: “Napoli starebbe peggio di Baghdad in quanto a igiene”). Sono ragioni “trasversali” quelle che sono state avanzate, ed è così impossibile additare un colpevole unico: il malgoverno dei comuni, delle provincie e della regione, clientelare e parolaio, incapace di gestire le risorse umane e materiali; la camorra, come il libro Gomorra di Saviano e il film di Garrone premiato a Cannes hanno evidenziato, che specula sull’immondizia, seppellendo senza nessuna precauzione gran parte dei rifiuti tossici provenienti dal Nord; la mentalità della gente, refrattaria a ogni regola di comportamento standardizzata, come la raccolta differenziata; l’incapacità della popolazione di accettare di far sacrifici per il bene comune, chiedendo invece ai vicini di farli; i freni posti dalla Legge e dai giudici alla costruzione di termovalorizzatori… Tutte ragioni vere, come la troppo poco sottolineata elevatissima densità di popolazione della regione vesuviana. Che fare? Ora si tenta con l’esercito, a protezione delle nuove discariche, per far fronte alle proteste della popolazione. E si inviano treni di balle di immondizia per essere trattate dai termovalorizzatori tedeschi. Ma non basterà. L’arte da tempo s’è concentrata sull’immondizia, per simbolizzare l’eccesso di consumi della nostra società post-moderna. C’è forse da imparare dagli artisti: l’emergenza potrà essere risolta facendo leva sulla proverbiale creatività dei campani, sul loro lato “artistico”: se gli si darà modo di guadagnare con l’immondizia, la soluzione la troveranno da sé stessi. E pure legale.