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Rocco Femia

Elio Ciol, Storia di un fotografo friulano

di Alessio Alessandrini

Quand’era bambino a Casarsa, vicino a Pordenone, Elio Ciol non avrebbe mai pensato di diventare un fotografo di fama internazionale. Ma il destino è pieno di sorprese...

È un’impresa trovare un Friulano che non abbia in famiglia qualche emigrato in Francia, ed Elio Ciol non sfugge alla regola. Sua zia Regina col marito Pauli Culos, sono partiti per le campagne del Tolosano.
I loro figli sono cresciuti là. Lui no. Perché un suo lavoretto lo aveva. Il padre Antonio aveva messo su uno studio fotografico a Casarsa. Si lavorava soprattutto la domenica: era l’unico giorno in cui le famiglie del luogo, contadine nella quasi totalità, uscivano ben vestite per la messa. Era l’occasione per andarsi a fare una bella fotografia.
Le immagini venivano mandate ai parenti lontani. Elio già a quattordici anni aveva una certa pratica degli strumenti: sapeva come posizionare le luci, sapeva giudicare se il lavoro fosse stato fatto a regola d’arte o meno. La sua formazione è di stretto apprendistato familiare: anche dopo, quando si sarebbe affermato, non ha mai dimostrato troppa dimestichezza con la teoria. Incontrava gente che ne sapeva molto più di lui ma, guarda caso, non era capace di ottenere immagini belle come le sue.

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