» O sole
mio «in tribunale»
Par
Rocco Femia
È la canzone italiana più
famosa nel mondo. Scritta quasi un secolo fa, “O
sole mio” continua a far parlare di sé e
finisce addirittura in tribunale. Solo ora si scopre,
infatti, che a scrivere le note del celebre motivo non
fu solo Eduardo Di Capua, ma anche un altro compositore
vesuviano, Alfredo Mazzucchi, nato nel 1878 e morto nel
1972, che avrebbe ritoccato qua e là lo spartito.
Secondo il giudice Aria Alvau, del tribunale di Torino,
gli eredi di Mazzucchi, dopo 30 anni dalla morte del parente,
hanno gli stessi diritti d’autore sul brano dei
parenti di Di Capua. Si parla di circa 150 mila euro all’anno,
da spartirsi anche con gli eredi del paroliere, Giovanni
Capurro. Una bella sommetta, per la quale ringraziare
di vivo cuore i propri nonni.
E pensare che la canzone, resa celebre da Caruso, cantata
da Elvis Presley e Paul Mc Cartney e perfino citata nella
Recherche di Marcel Proust, è stata scritta di
getto, in una giornata di primavera. Eduardo Di Capua
era allora un giovane musicista entusiasta e giramondo,
che viaggiava per l’Europa insieme al padre violinista
e ‘posteggiatore’. Nel 1898 i due sono a Odessa,
in Crimea, e.
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