» Gli Spanghero:
Non solo rugby
Par
Rocco Femia
"A nome di tutta la mia
famiglia, di nostra madre in modo particolare, voglio
ringraziarvi dal più profondo del cuore per l’immenso
omaggio che avete voluto rendere a nostro padre e alla
nostra famiglia”. È con queste parole, piene di emozione,
che Lorenzo Spanghero, primogenito della numerosa prole,
ha introdotto il suo intervento davanti ad un pubblico
attentissimo. Certo se gli Spanghero hanno compiuto grandi
exploit sportivi che le hanno permesso di essere al centro
dell’interesse di un intero paese : la Francia, è anche
vero che “con la nostra famiglia, -continua Lorenzo-,
sono tutti gli emigrati di questa terra nel mondo
che si intendono onorare. Gente come noi, come voi che
hanno duramente sofferto, prodigando un duro lavoro nel
paese che li ha accolti”.
Per molti di questi emigrati un solo pensiero: far vivere la famiglia rimasta nel paese. Commovente il ricordo dello zio Coletto Spanghero. Emigrato anche lui in Francia dove ha lavorato per più di 25 anni accontentandosi di vivere con pochi mezzi nelle baracche dei cantieri per poter fare ulteriori economie e cosi far vivere degnamente sua moglie Olga e sua figlia Giannina rimaste al paese. Gli Spanghero ricordando vari episodi dell’emigrazione hanno voluto sottolineare che, anche se oggi sono riusciti a farsi una posizione sociale, non hanno pero’ dimenticato da dove vengono e i valori che li hanno costruiti
.
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