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Mestieri “rifiutati”
Mancano installatori di infissi, panettieri, pasticceri, sarti ma anche falegnami e cuochi. Per le aziende italiane nel 2010 è stato difficile reperire il 26,7% delle figure professionali delle quali hanno bisogno. È quanto è emerso da uno studio della Confartigianato secondo il quale a fronte di circa 550.000 nuove assunzioni previste nel 2010 le aziende hanno avuto difficoltà a coprire oltre 147.000 posti.
Nonostante la crisi economica e l’aumento della disoccupazione, soprattutto giovanile, ci sono mestieri per i quali il posto di lavoro sarebbe sostanzialmente assicurato, prevalentemente per le attività tipicamente artigiane. Per esempio su circa 1.500 nuovi installatori di infissi richiesti dalle aziende, ne mancano all’appello oltre l’83% mentre per i panettieri artigianali (attività faticosa soprattutto per gli orari notturni) è difficile coprire il 39,4% dei 1.040 nuovi posti. Senza considerare attività comunque richiestissime come quella dell’infermiere, la Confartigianato, guardando alle proprie aziende, rileva la mancanza di gelatai e pasticceri, ma anche di sarti e tagliatori artigianali. Difficile anche reperire estetisti e parrucchieri e falegnami specializzati. Meno complicato trovare baristi e camerieri. Per i giovani insomma restano poco appetibili i cosiddetti “posti in piedi” ovvero quelli tipicamente manuali e senza una scrivania. Mancano il 13,3% dei 26.900 muratori chiesti dalle aziende mentre per i macellai i posti che restano vuoti sono il 10,3%.
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