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Via i mafiosi dalle processioni
«Chiedo ai pastori di essere più coraggiosi e uniti. A loro voglio proporre un suggerimento pratico di rottura».
E’ con queste parole che il vescovo di Vibo Valentia in Calabria si è rivolto ai sacerdoti della sua diocesi, per evitare infiltrazioni mafiose nella tradizionale processione pasquale dell’Affruntata a Sant’Onofrio.? Può destare sorpresa e disinteresse, ma il fatto che un vescovo calabrese abbia posto un silmile divieto, è un fatto eccezionale. Il prelato invita soprattutto a rendersi conto del valore dei gesti «a non lasciarsi espropriare di ciò che appartiene alla ricchezza e al patrimonio religioso del nostro popolo». E insiste: La fede e i suoi riti, « non possono convivere con fenomeni di mafia e mafiosità, di doppiezza di vita e quant’altro, ma gridano senza mezzi termini che è finito il tempo dell’odio, della violenza, delle vendette, della disonestà, delle divisioni e spaccature spesso gravi dentro le stesse nostre comunità parrocchiali». Parole forti non c’è che dire.



























