Novant’anni di Tramezzino

Tra le prelibatezze made in Italy sono una delle più simpatiche. Morbidi, triangolari, imbottiti di tutto, fanno capolino appetitosi dalle vetrine dei bar di tutto lo Stivale. I tramezzini, fratelli del sandwich e cugini del toast, alle spalle hanno una storia tipicamente italiana, di sacrifici, arte d’arrangiarsi, inventiva e poesia.

Emigranti

A inventare il tramezzino fu una coppia torinese, i signori Angela Demichelis e Onorino Nebiolo. Correva l’anno 1926 e i due sposi erano appena tornati nella città piemontese dopo alcuni anni da emigranti in America. Con loro avevano portato una piccola fortuna messa da parte grazie a fruttuose attività nella ristorazione a Detroit, tanti sogni e un tostapane, la rivoluzionaria (all’epoca) macchina che rendeva croccante il pane a ogni ora. Volevano stabilirsi a Torino e, alla ricerca di un locale da comprare, s’imbatterono nell’annuncio di vendita di un caffè storico, il Mulassano, che faceva bella vista di sé con specchi, marmi pregiati, legno e banconi lussuosi nella centralissima piazza Castello. Il prezzo, 300mila lire, era alla portata dei ricchi Nebiolo, che conclusero l’affare in men che non si dica. Il caffè Mulassano aveva una lunga tradizione alle spalle, ma gli ultimi tempi gli affari non andavano benissimo. Bisognava, quindi, rilanciarlo. I nuovi proprietari, allora, decisero di mettere in pratica segreti e ricette imparate negli Stati Uniti e di… accendere il tostapane.

Paninetti

In via Castello, così, da quel gennaio del 1926 per la prima volta si mangiarono toast e panini caldi e croccanti a tutte le ore, ripieni di prosciutto e formaggio. E così, riempi oggi e riempi domani, la signora Angela si accorse che quei panini erano ottimi anche freddi: utilizzando il pancarrè, altro figlio del pane nato sotto la Mole, confenzionò i suoi sandwich e questa volta…

Biagio Picardi

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