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Il Paese dell’accoglienza Dimenticata

Il Paese dell’accoglienza Dimenticata

Enrico Fierro
Il Fatto Quotidiano

Qu’y a-t-il derrière le geste fou d’un Italien de tuer en plein jour trois personnes qui avaient à ses yeux un seul défaut : être étranger ? Ou derrière celui d’une foule qui, sans raison, a brûlé un camp rom ? Est-il encore possible de croire à l’histoire du cas isolé ? Les derniers épisodes de Turin et de Florence nous obligent à nous poser une question : et si les Italiens étaient devenus irrémédiablement racistes ?

E adesso tutti a interrogarci sul perché della strage “americana” di Firenze. Americana, sì, gli ingredienti ci sono tutti: lo scrittore appassionato di esoterismo e con frequentazioni fasciste che in un “pomeriggio di un giorno da cani” impugna la sua 357 magnum e decide di vendicare sconfitte, frustrazioni, crisi personali e globali colpendo quella parte di umanità che odia. I “negri” che “infettano” la sua Firenze, quelli alti con la pelle scura come la pece e gli occhi bianchissimi che girano per la città trascinandosi sacchi di false cinture Armani e di borse Vuitton a poco prezzo, quelli che al semaforo ti sporcano il vetro con le loro scope impregnati di acqua fetida. Due morti, il caricatore quasi svuotato, e poi l’inseguimento e la fine in un garage. La pistola premuta sulla gola, un colpo solo, sangue dappertutto. E noi ci chiediamo in quale terra affondano le radici dell’odio, in quale humus si nutrono e trovano le forze per espandersi. Noi, gli italiani che per anni hanno sorriso alle scellerate performance di uomini politici come Borghezio (ndr. député européen de la Ligue du Nord) che andava a disinfettare i vagoni dei treni dove viaggiavano le ragazze ghanesi. Noi che abbiano pensato che gente come lo sceriffo Gentilini (ndr. Maire Ligue du Nord de la ville de Trévise) fossero solo la patetica espressione di un razzismo buono, giusto per raccattare qualche voto. Noi che non abbiamo capito che quelle manifestazioni di razzismo, di xenofobia e di chiusura nei nostri piccoli confini, erano il frutto di una formidabile macchina della paura. Costruita in modo scientifico, notizia dopo notizia, tg dopo tg, editoriale dopo editoriale.
E così, sempre il ladro di ville era slavo, lo stupratore romeno, lo spacciatore senegalese, la puttana nera o albanese. Su tutto ciò sono state costruite leggi sull’immigrazione tra le peggiori d’Europa che hanno aggravato le condizioni di vita dei migranti e resa sempre più difficile la loro integrazione.


 

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