Tornano a lavoro i 180 musicisti dell’Opera di Roma

Teatro dell'Opera di Roma

Trovato accordo tra musicisti, sigle sindacali e la dirigenza del teatro. I 180 artisti torneranno a lavoro ma con il salario accessorio congelato. Continueranno a percepire regolarmente lo stipendio.

Lo scorso 28 ottobre, il maestro Ennio Morricone aveva fatto pubblicare una sua lettera in cui esprimeva tutto il suo sdegno per il licenziamento dei 180 musicisti del Teatro dell’Opera di Roma. Parole che colpivano al cuore di chi ama la musica e di chi crede nel patrimonio culturale dell’Italia. Scriveva il Maestro: « Il licenziamento di una realtà artistica e musicale con un secolo di vita è un atto gravissimo, irreparabile, una ferita portata non solo alla musica e alla cultura tutta, ma anche ai valori fondanti del nostro vivere civile« .
Pare che la voce di Morricone, potente come la sua musica, sia stata infine ascoltata poiché nella notte tra il 17 e il 18 novembre, le sigle sindacali che rappresentano gli artisti e l’amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma hanno infine trovato un accordo che permetterà di salvare 180 posti di lavoro. L’impegno, da parte dei musicisti, è quello di abbandonare ogni idea di sciopero e di rinunciare fino al 2015-16 al cosiddetto salario accessorio, ovvero ad una serie di « extra » in busta paga (indennità di vestiario, maggiorazione servizio notturno, maggiorazione servizio festivo, buono pasto e simili). Continueranno regolarmente a percepire il loro stipendio. Ciò permetterebbe al Teatro di risparmiare fino a 3 milioni di euro, così da poter rientrare nei parametri della Legge Bray che prevede contributi statali agli enti lirici e culturali « virtuosi ». L’accordo arriverà in Consiglio d’amministrazione il prossimo 24 novembre e salvo colpi di scena, verrà regolarmente ratificato.

E Riccardo Muti, che pochi mesi va aveva dimissionato dalla sua carica di direttore artistico? Da lui ancora nessun commento, ma il sindaco Ignazio Marino (che è anche presidente del CdA del Teatro dell’Opera) spera in un suo ripensamento.

 

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