Natali da dimenticare

Catastrofi naturali, attentati ed altri fatti di che hanno afflitto le festività degli italiani.

23 dicembre 1984 – La strage del rapido 904

Alle 19:08 il rapido 904 Napoli-Milano, carico di passeggeri in viaggio per le vacanze natalizie fu improvvisamente squassato dall’esplosione di una bomba all’altezza del tunnel della Grande galleria dell’Appennino, tra Vernio e San Benedetto Val di Sambro (Bologna). I morti furono 15, e oltre 100 i feriti. Binari mortali. L’attentato segnò l’ingresso della mafia nella strategia della tensione (v. riquadro su piazza Fontana), a 10 anni dalla strage del treno Italicus (4 agosto 1974) avvenuta nello stesso luogo. Dopo vari processi furono condannati Guido Cercola (suicidatosi in carcere nel 2005) ed il mafioso Pippo Calò.

24 dicembre 1598 – La piena del Tevere

Alla vigilia di Natale del 1598 Roma fu travolta dalla più devastante piena del Tevere mai registrata: al Pantheon l’acqua arrivò a 6 metri dal suolo, sommergendo le colonne. Inoltre crollò il ponte di Santa Maria Egiziaca, ovvero l’antico ponte Emilio oggi detto Ponte Rotto. Testimoni. Si stima che il fiume raggiunse la portata di 4 mila metri cubi al secondo (normalmente è di 240 m/s) ed un’altezza di oltre 19 metri, facendo circa 3 mila morti.

20-28 dicembre 1943 – La battaglia di Ortona

Nel dicembre del 1943 gli Alleati stavano risalendo la nostra penisola, incontrando la resistenza dei tedeschi. A Ortona (Chieti), nei giorni di Natale, ci fu uno scontro durissimo tra i tedeschi e la fanteria canadese. Tragedia. Gli alleati combatterono per giorni strada per strada, costringendo il nemico a ritirarsi: sul campo restarono 867 tedeschi, 1.372 canadesi e 1.314 civili italiani.

24-29 dicembre 1920 – Il “Natale di sangue”

A usare per primo l’espressione “Natale di sangue” fu Gabriele D’Annunzio, mente dell’occupazione di Fiume (oggi in Croazia) compiuta nel settembre del 1919 alla testa di 2.600 “legionari” (ribelli dell’esercito). Sempre lui guidò la resistenza nel dicembre dell’anno successivo, rifiutandosi di accettare il Trattato di Rapallo che gli imponeva di lasciare la città. Sloggiato. Quel rifiuto provocò un cannoneggiamento da parte della Regia Marina italiana: la battaglia iniziò la vigilia di Natale (da cui l’espressione) e durò fino al 29 dicembre, quando D’Annunzio fu costretto alla resa. Alla fine si contarono 22 legionari morti, oltre a 5 civili e 17 soldati italiani.

27 dicembre 1985 – Il massacro di Fiumicino

Un duplice attentato terroristico colpì simultaneamente l’aeroporto di Fiumicino (Roma) e quello di Vienna, uccidendo in tutto 20 persone e provocando oltre 100 feriti. Gli attacchi iniziarono con una differenza di pochi minuti l’uno dall’altro, alle 8:15 circa. Doppio risultato. I terroristi spararono sui passeggeri in coda per il check-in dei bagagli della compagnia israeliana El-Al e della americana Twa. La regia del doppio attentato è stata attribuita al palestinese Abu Nidal, membro del Consiglio rivoluzionario di Al Fatah, allora partito combattente dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina.

28 dicembre 1908 – Il terremoto di Messina

Alle ore 5:21 un terremoto di intensità pari al decimo grado della scala Mercalli (che ne ha 10), in 37 secondi sconvolse le città di Messina e Reggio Calabria. Il conseguente maremoto devastò le località affacciate sullo stretto. Rasa al suolo. Il terremoto calabro-siculo causò tra i 50 e i 100mila morti. La città più danneggiata dopo le scosse ed il violento maremoto risultò essere Messina, dove crollò circa il 90% degli edifici.

25-26 dicembre 1996 – I fantasmi di Portopalo

Nella notte tra il 25 ed il 26 dicembre affondò, speronato dal mercantile greco Yohan, un battello di immigrati pakistani, indiani e cingalesi diretto a Portopalo (Sr). Le vittime furono 283. I pochi superstiti (raccolti dalla nave) riferirono l’accaduto al loro arrivo ad Atene, ma nessuno credette loro. Triste pesca. I pescatori siciliani, che trovarono molti cadaveri nelle loro reti, non denunciarono il fatto per timore di vedere bloccata l’attività di pesca. Il dramma fu reso pubblico solo nel 2001 grazie alle testimonianze raccolte dal giornalista Giovanni Maria Bellu. Il comandante della Yohan fu in seguito assolto in primo grado e condannato in appello.

12 dicembre 1969 – La bomba di Piazza Fontana

Alle 16:37 di 43 anni fa una bomba esplose alla Banca nazionale dell’agricoltura di Milano, in piazza Fontana. Morirono 17 persone e 88 furono i feriti. Tensione. L’attentato (seguito dall’esplosione di altre bombe lo stesso giorno a Roma) inaugurò la “strategia della tensione”: oltre un decennio di stragi finalizzate a destabilizzare lo Stato e compiute attraverso connivenze con i servizi segreti deviati e la criminalità organizzata. A oggi non ci sono condanne definitive.

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