A Nico Acampora, all’inizio, dissero soprattutto che non avrebbe funzionato. Che un ristorante affidato a ragazzi autistici era un’idea irrealizzabile. Che stava illudendo le famiglie. Qualcuno fu ancora più brutale. Oggi PizzAut ha due ristoranti (presso Milano), decine di ragazzi al lavoro, migliaia di clienti e una notorietà che ha trasformato il suo fondatore in una delle figure più popolari dell’inclusione in Italia.