Era il 15 marzo del 1921 quando il meccanico Carlo Guzzi e l’imprenditore Giorgio Parodi costituirono, a Mandello del Lario, paesino di 4mila abitanti sulla sponda orientale del Lago di Como, la “Società Anonima Moto Guzzi” per ricordare un amico perduto e per realizzare un sogno, coltivato nei terribili anni della Prima Guerra Mondiale.

Nasceva così, piena d’entusiasmo e di voglia di ricominciare, un’eccellenza del Made in Italy, che quest’anno festeggia il suo primo secolo di vita portandosi dietro una storia fatta di idee geniali e rivoluzionarie, successi e consensi in giro per il mondo.

Tre amici e un sogno a motore

Tutto comincia, quindi, nelle trincee della Grande Guerra. O, meglio, nei cieli del conflitto, visto che Guzzi fa parte del Battaglione Aviatori della Regia Marina. Fa, come detto, il meccanico, e prima di essere chiamato al fronte correva già in motocicletta, acceso d’entusiasmo dai progressi che l’industria motociclistica italiana sta facendo all’inizio del Novecento, con Gianni Agnelli che vuol ripercorrere il successo ottenuto in America da Henry Ford. Progressi che i cannoni addirittura favoriscono, con le commesse militari che chiedono concretezza ai progettisti e fanno la fortuna dei motori a scoppio e di ditte come Bianchi, Gilera e Frera. E così Carlo Guzzi, pur tra tante brutture, sogna e sogna in grande, immaginando un giorno di creare un’azienda tutta sua, che produca motociclette “tipicamente italiane”. Per sua fortuna, nel suo stesso battaglione prestano servizio altri due grandi appassionati di due ruote, Giorgio Parodi e Giuseppe Rovelli, coi quali trova subito l’intesa giusta per coinvolgerli nel suo progetto.

Plus de publications

Né à Lagonegro, petite village de la Lucanie, Biagio Picardi se déplace à Milan après le diplôme de Sciences de la Communication et devient journaliste et commentateur sportif en écrivant pour Eurocalcio, Vero, Di Tutto, Extra et Stop. Dans ses 15 ans de carrière, il a été collaborateur avec plusieurs revues (Focus Storia, Donna Moderna, Playboy) et il a ainsi interviewé des personnage de hautes niveau comme Giulio Andreotti et Alda Merini, Marcello Lippi et Giorgio Bocca, Steve McCurry et Pippo Baudo.