Dieci anni. Sono passati dieci anni da quel 6 aprile 2009, quando una scossa di terremoto danneggiò gravemente L’Aquila e la regione circostante della Marsica, in Abruzzo. Dieci anni sono trascorsi, e oggi che cosa rimane? La risposta più consona sarebbe: tutto. Malgrado le fenditure che ancora decorano, come una ruga sgraziata, le costruzioni dei dintorni nel raggio di chilometri, la vita degli uomini continua. Quella della natura, invece, non si è mai interrotta. Oggi, è tempo di tornare in Abruzzo.

A EST di Roma

Se andate in Abruzzo, vi consiglio di arrivarci da Roma. Che scegliate di prendere un treno, un autobus oppure in macchina, attraversate la catena appenninica che separa la regione del Lazio da quella dell’Abruzzo. Le curve sinuose dei vigneti e delle colline lasciano pian piano il posto a cime più austere, a vallate silenti, a torri slanciate e isolate sui dirupi, guardiane secolari di una terra riservata, ma forte ed impervia.

Francesca Vinciguerra