C’è un condono che non infastidisce nessuno, che non attira antipatie; che non richiede file agli sportelli dell’ufficio postale per versare il “dovuto”: è il condono “relazionale” e ne abbiamo tutti un estremo bisogno.
Stiamo vivendo, ognuno lo avverte, un tempo di riforme, di cambiamento. Forse sarà l’effetto, in Italia, della spinta data dal nuovo governo sotto la gestione di un quarantenne, forse, all’estero, (pensiamo all’Ucraina) sarà l’ansia di vedersi finalmente sdoganati da influenze satellitari e da modelli e stereotipi ereditati da una storia ancora incombente, anche se ormai inadatta alle sensibilità dei più.
Sta di fatto che questa smania del ‘nuovo’ non solo serpeggia, ma intesse tante trame, pensieri e aspettative della nostra vita.
Per noi italiani, poi, è proprio ormai un’esigenza vitale quella di non appiattirsi e soprattutto di non accontentarsi di sanare situazioni passate solo perché finora si è fatto così.

Adriano Pischetola / Città Nuova

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