Poco lontano da piazza Navona, a Roma, è possibile imbattersi in una statua dall’apparenza anonima e dismessa. Vi si può riconoscere una figura maschile, ma il suo volto è ormai sfigurato dal tempo. Non è molto diversa dalle tante effigi classiche disseminate nella Città Eterna, forse appena più malandata, ma tutti i romani la conoscono: la chiamano Pasquino e da secoli, insieme ad altre cinque statue sparse nel centro di Roma, offre ai cittadini dell’Urbe la possibilità di alzare la voce quando i tempi bui della politica non lo consentono.

« Povera Roma mia de travertino,
te sei vestita tutta de cartone
pe’ fatte rimira’ da ‘n imbianchino
venuto da padrone! »

Questa frase è una “pasquinata”, una delle rime anonime attribuite alla statua di Pasquino per salvaguardare l’anonimato del suo autore, e parla di un evento storico ben preciso: nel maggio del 1938, il cancelliere del Terzo Reich Adolf Hitler veniva in visita a Roma.

Francesca Vinciguerra
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Née en 1991 à Lanciano, Francesca Vinciguerra a récemment obtenu son diplôme en littératures française et européenne dans les universités de Turin et de Chambéry, avec un mémoire en littérature post-coloniale française. Depuis septembre 2016, elle vit à Toulouse, ville où elle a entrepris une collaboration avec la revue RADICI et a terminé un service civique avec l’association de musique baroque Ensemble baroque de Toulouse.