È forse in queste parole che risiede la vera lezione, o forse è meglio dire l’opportunità che ci viene dalla tempesta sanitaria nella quale è piombata tutta l’umanità.  Lorenzo Tosa traccia per noi un quadro doloroso ma ricco anche di speranze.

Quando, un giorno, racconteremo ai nostri figli e nipoti ormai adolescenti cos’è stata la pandemia di Coronavirus, ripenseremo a quella notte in cui una colonna di mezzi dell’esercito, in una fila solenne e composta, ha trasportato fuori città le bare di 60 persone, perché gli spazi negli obitori cittadini erano finiti, senza che nessun caro o parente abbia potuto dare loro l’ultimo saluto. Era il 18 marzo scorso, e quella città era Bergamo, che per un mese intero è stata l’epicentro italiano e mondiale del Covid-19.
C’è un prima e c’è un dopo. E, in mezzo, quello scatto.

Lorenzo Tosa