Musica n° 61-62

Bagio Antonacci

Sapessi dire no

Sapessi dire no è un disco particolare per molti motivi: è dedicato a Lucio Dalla, morto lo scorso 1° marzo, e la copertina del disco è disegnata da Milo Manara, caposcuola del fumetto italiano. “Questo mio ultimo lavoro – sottolinea Antonacci – rappresenta per me un nuovo modo di affrontare la musica”. In effetti molte sono le contaminazioni nuove, a partire dalla musica elettronica, ma senza dimenticare quelle atmosfere liriche che da sempre caratterizzano i suoi lavori.

2-rebetikoVinicio Capossela

Rebetiko gymnastas

Con un titolo quasi impronunciabile, il nuovo disco del “profeta” Capossela è il seguito ideale di Marinai, profeti e balene. 4 brani inediti, una traccia-fantasma a fine disco e 8 canzoni già edite, ora reinterpretate in chiave rebetika (genere tradizionale greco simile, per temi trattati, al blues americano: nato come forma di espressione degli strati sociali più bassi). Per questo lavoro, registrato ad Atene, Capossela ha lavorato con numerosi musicisti greci. Un lavoro colto ed originale, come ci ha abituati da sempre il cantautore. Una curiosità: il libretto contiene i testi tradotti in greco.

3-gualtieroGualtiero Bertelli

Antologia

Gualtiero Bertelli è riuscito a condensare la sua opera in 2 cd e 41 brani. Si tratta di un ritratto di un cantautore che, come scrive Michele Serra “cantando la classe cantava anche se stesso e viceversa. Le vicende personali, in quegli anni, erano impensabili al di fuori della storia collettiva.” Le collaborazioni di Bertelli negli anni sono numerose, da Gian Antonio Stella (con cui ha musicato lo spettacolo “Quand les immigrés c’était nous”, in tour in questi giorni in Francia) fino a Fabrizio Gatti. Da Barche De Carta, fino alla sua rinascita con brani come Sai.