Infuria in Italia la polemica sugli studenti universitari che non sarebbero in grado di scrivere in italiano corretto. RADICI, grazie all’aiuto di un’esperta, Mariangela Galatea Vaglio, ha pensato con questa nuova rubrica di elargire qualche consiglio di base. Nessun corso di italiano ma solo regole che spesso vengono dimenticate: Pillole di grammatica appunto, per salvare la nostra maltrattata lingua.

Il verbo è veramente tutto. Volete fare una frase? Ci vuole un verbo. Voi mi direte: “No, guarda, ci stanno pure le frasi senza verbo.” Il che è vero, ma poi vedremo che magari un verbo, in qualche modo, ce l’hanno pure loro. Quindi, il verbo nella frase, dicevamo, fa tutto. Senza, è come fare un aperitivo senza le patatine: si può ma non è granché.
Il verbo è fondamentale perché dice tutto: racconta, infatti, l’azione. Se non c’è un’azione, reale, immaginata, sperata, attesa, pensata, auspicata non succede niente, e se non succede niente non si racconta, né si fanno frasi. Quindi il verbo è il nostro caposaldo.
I verbi, lo sappiamo tutti, hanno i tempi, i modi e le persone. A scuola, quando ce li fanno coniugare pensiamo tutti: “Eccheppalle!”. In effetti coniugare i verbi è operazione noiosissima. Il problema è che per spiegare come succedono le cose è necessario usare i verbi in maniera corretta.
Il modo del verbo, per esempio, ci spiega l’azione: è una cosa reale? è una cosa immaginaria? La differenza è notevole.

Mariangela Galatea Vaglio
In collaborazione con la rivista Espresso