Come diceva Leo Longanesi, “il moderno invecchia, il vecchio torna di moda”.

Un libro, si tocca, si annusa, si regala, si dedica. A un libro si fanno le orecchie, le pieghe del tempo dedicato, la bussola che ti dice a che punto del viaggio sei. Tutte cose che con l’ e-book non si possono fare.
D’accordo su Internet c’è una libreria grande come il mondo.
D’accordo, in un minuscolo device ci sta un’intera biblioteca. 
Però, però…”Come spiega Firmino, il topo ‘librofago’ del romanzo di Sam Savage: ‘I buoni libri si divorano, lasciano il miele in bocca e un po’ d’amaro nelle viscere’. Cosa avrebbe potuto mangiare, il ratto solitario, per sfuggire alla fame? Megabyte?”.
E così via: senza dire che, per esperienza, la lettura digitale lascia alla memoria molto meno rispetto a quella sulla carta. E che sui dispositivi elettronici il libro ha moltissimi concorrenti: non altri titoli, ma altre app (giochi, giornali, etc…). E così, smaltita l’ubriacatura della biblioteca universale, sul comodino sono tornati i libri di carta (per le ragioni di cui sopra a cui si aggiunge la minor fatica per gli occhi).
E questa settimana dagli Stati Uniti è arrivata la conferma del fatto che la morte del libro di carta è stata annunciata un po’ troppo prematuramente: una recente indagine Nielsen svela che negli States la vendita di libri cartacei è aumentata, passando dai 559 milioni di copie del 2014 ai 571 di quest’anno. Come spiega il Corriere della Sera: “Secondo un sondaggio del Centro di Ricerca Pew, sono diminuiti negli ultimi dodici mesi gli americani che utilizzano un e-reader, un lettore elettronico (dal 2011 il calo, secondo il New York Times, sarebbe addirittura del 50 per cento). E un paio di mesi fa la catena britannica Waterstones ha rinunciato a vendere il Kindle (idem, libro elettronico) nei suoi negozi a causa della scarsità di richieste. Solo indizi? Forse no: in novembre Amazon ha aperto la sua prima libreria “fisica” a Seattle, con circa 5.000 titoli in catalogo.
Dopo vent’anni il gruppo di Jeff Bezos, che ha costruito un impero proprio grazie alla formula della libreria universale on line e dell’e-commerce, cambia rotta. Ovviamente il nuovo negozio mette a frutto le competenze e le informazioni raccolte dal portale sui titoli da valorizzare, individuando i bestseller in base alle vendite on line. E infatti forse è questa la vera nuova frontiera: una convivenza tra i due formati che hanno usi e potenzialità diversi e che non sono auto-escludenti, ma possono benissimo crescere insieme.

Noi non smetteremo di farne, questo è certo

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Rocco Femia
Rocco Femia, éditeur et journaliste, a fait des études de droit en Italie puis s’est installé en France où il vit depuis 20 ans et où il a effectué une spécialisation en droit et un Master en communication. Il est fondateur et directeur de la publication du magazine RADICI. Il a à son actif plusieurs publications et de nombreuses collaborations avec des journaux italiens et français. Livres écrits: A cœur ouvert (1994 Nouvelle Cité éditions) Cette Italie qui m'en chante (collectif - 2005 EDITALIE ) Au cœur des racines et des hommes (collectif - 2007 EDITALIE). ITALIENS 150 ans d'émigration en France et ailleurs - 2011 EDITALIE). ITALIENS, quand les émigrés c'était nous (collectif 2013 - Mediabook livre+CD)
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