La strategia di Salvini con convegni e manifestazioni varie è di dimostrare che il virus è innocuo o che addirittura non esista. Da qui l’inutilità, per lui, di non portare la mascherina, anzi di vivere la vita come ognuno gli piace.

Bene. Però poi può spiegarci il senatore perché ha allora paura che gli immigrati ci portino il virus?

Di due l’una: o è bugiardo nel primo caso o è bugiardo nel secondo.
Oppure è tutti e due insieme, frutto di una strategia studiata a tavolino, tanto molti italiani hanno resettto la logica da tempo e si bevono tutto.

Detto ciò, c’è il problema vero che è quello della gestione dell’immigrazione da parte dello Stato in tutti questi anni, con governi di sinistra e di destra. 
Gestioni fallimentari, tutte. Tranne qualche passo in avanti con Minniti, ma non tale da dare uan svolta positiva al fenomeno.

Du fenomeno c’è solo questa destra che grida ogni giorno all’invasione, quando in effetti una sana gestione non dovrebbe allarmarci più di tanto.
Ma su questo si può e si deve discutere. 

Poi ci sono i fatti di questi giorni. Tre migranti sono stati uccisi dalla Guardia Costiera libica, nello stesso momento in cui si decideva per il rifinanziamento da parte del governo italiano della Guardia Costiera libica. 

Una notizia purtroppo che è storia di questi mesi, di questi anni. In effetti non è una notizia, perché succede quasi tutti i giorni e, nell’ipocrisia generale e nei discorsi di circostanza, è la ragione per cui paghiamo la Guardia Costiera libica: trattenere i migranti con ogni strumento e con ogni mezzo mettendo in conto che possono essere chiusi in un lager, torturati, seviziati e anche uccisi. 
Ed è qui l’assurdo della « non politica » italiana: Se tu finanzi torturatori e assassini, quelli torturano e assassinano, perché non sanno fare altro. Elementare, no?
L’amnesia è diventatat così collettiva che vede gli uni contrapporsi agli altri con ragioni più o meno valide in entrambi i casi, ma nessuno che propone una soluzione politica serai e viabile e dunque ognuno di loro mente al popolo italiano secondo i propri vantaggi, che quasi sempre sono elettorali

In pratica l’Italia non sceglia niente, di fronte a un qualcosa di enorme che è e sarà una delle pagine più vergognose del nostro Paese nei libri di storia. 

E di questo Conte deve renderne conto.
I due blocchi blocco Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, sono in contrasto evidente.
Siamo di fronte ad un accanimento incomprensibile da parte della maggioranza semplicmente perché non ci si vuole misurare con una strategia radicalmente alternativa a quelal attuale che non porta frutti. Mettere in discussione radicalmente l’impianto attuato ifino ad ora significa affrontare uno scontro culturale e politico senza precedenti, molto duro nel Paese e in Parlamento. Ma è proprio questa la sola strada da prendere. Costi quello che costi.
Per questo il PD ha più colpe dei 5Stelle che in fondo 
continuano nella loro « assurda coerenza ». Perché sono anche loro che hanno voluto i decreti sicurezza di Salvini. 
Ma la mancanza di volontà del PD di rompere con il passato è ancora più ingiustificabile.
Addirittura dentro il PD ci sono eletti che spronano alla chiusura dei porti e attaccano addirittura i « buonisti » che in fondo non chiedono altro che una nuova ed efficace politica di integrazione per un numero di immigrati che certamente non è pericoloso per la vita del paese. 
CErto, è comprensibile che se tu metti 600 persone in centro di accoglienza che può accogleirene 200, non puoi aspettarti che chi è dentro resti tarnquillo ad aspettare tempi migliori. Non è così che si risolvono i problemi.

Anche perché siamo tutti d’accordo che devev essere rimpatriato chi non ha diritto. Anche questa è un’evidenza. Il problema è se l’Italia sia in grado di garantire salvataggio nel Mediterraneo, accoglienza dignitosa e un percorso di integrazione positivo per il paese. 
È di questo che bisogna parlare e non di rinunciare a salvare, di pagare la Libia per respingimenti che sono illegali, e nel momento in cui qualcuno arriva non siamo in grado di gestire l’accoglienza. 
Che sia ben chiaro a tutti: l’emergenza c’è non perché c’è un’invasione come si sgolano vergognosamente Salvini ed ancora di più la Meloni, l’emergenza c’è perché non c’è un piano degno di questo nome. 
E nell’improvvisazione a regnare è solo il caos.

C’è bisogno della zingara per capire che d’estate gli sbarchi aumentano? È così da sempre e di solito si dispone un meccanismo adeguato, non chiudendo 600 persone in un tendone sotto al sole in un posto che ne dovrebbe ospitare solo 200. Chiunque è in condizione di capire che così non può funzionare. Ed è così stupido per un motivo tecnico prestar il fianco alla destra che non avendo nessuna soluzione per risolvere il problema, ne approfitta per fare propaganda.
E caricare la pressione solo su alcune comunità locali non è nemmeno la soluzione. Perché poi non è sorprendente che la gente del posto reagisca con la pancia e con la paura. Soprattutto con il clima che creano gli untori della Lega e di Fratelli d’Italia. 

EPPURE
Basta essere in grado di organizzarci, vedere chi ha diritto di restare e chi no e mettere in campo un processo di integrazione e invece tutto questo è stato smontato in larga parte dai decreti sicurezza e non c’è stato nessun tentativo di ricostruire un meccanismo complessivo.
Ecco perché il voto sulla Guardia Costiera libica è una sconfitta per l’Iatlai e per questo governo. 
Tra l’altro la base del PD, per esempio, aveva votato contro il rifinanziamento, ma questa decisione non è stata rispettata.

ALLORA?
Abrogare subito le norme che ci sono. Abrogare (e non modificare) i decreti sicurezza, abrogare la Bossi-Fini e ricostruire da un punto di vista complessivo le norme che gestiscono i flussi migratori e che aprono canali legali. 
E poi fare una politica internbazioanel serai e differente con l’altra parte del Mediterraneo smontando il meccanismo di sostegno ai respingimenti illegali e ripristinando ciò che accadeva con Mare Nostrum: ricerca e salvataggio insieme con le Ong e le navi della Marina e della Guardia Costiera.
E se è possibile, diventare un paese molto ma molto più civile ed umano.

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Rocco Femia, éditeur et journaliste, a fait des études de droit en Italie puis s’est installé en France où il vit depuis 20 ans et où il a effectué une spécialisation en droit.
Il est fondateur et directeur de la publication du magazine RADICI. Il a à son actif plusieurs publications et de nombreuses collaborations avec des journaux italiens et français.
Livres écrits : A cœur ouvert (1994 Nouvelle Cité éditions) Cette Italie qui m'en chante (collectif - 2005 EDITALIE ) Au cœur des racines et des hommes (collectif - 2007 EDITALIE). ITALIENS 150 ans d'émigration en France et ailleurs - 2011 EDITALIE). ITALIENS, quand les émigrés c'était nous (collectif 2013 - Mediabook livre+CD)