Il costruttore di sogni

Les gondoles sont le symbole même de Venise, mais derrière elles se cachent, dans l’ombre, leurs constructeurs. Des générations et des générations d’artisans se sont succédées à la création de cette embarcation unique, et le dernier de l’une des plus grandes familles de constructeurs de rêves nous conte ici ce métier.

Il mondo cambia, la gondola no. Mentre tutt’attorno s’affanna e s’affretta, c’è un’imbarcazione nera e snella, dalla forma singolare, che da settecento anni lemme lemme attraversa la laguna. E racconta, con il suo gondoliere, di Venezia, del legno che la sorregge, degli abitanti e dei turisti che lungo i canali sognano di questo o di quello. Simbolo della città, oggi come ieri, le gondole vengono costruite negli squeri, antichi cantieri artigiani che prendono il nome dalla squadra, attrezzo da carpentiere che in dialetto veneziano si pronuncia “squara”. I primi “squeraroli” venivano dalle montagne bellunesi del Cadore e della Valzoldana, e con loro portavano l’abilità nel trattare il legno, propria di chi vive ogni giorno a contatto con gli alberi. Il più antico squero oggi in attività è quello dei Tramontin, inaugurato il 2 febbraio del 1884 e tramandato di padre in figlio fino a Roberto, “maestro” sessantenne che porta avanti l’antica tradizione di famiglia. «Oggi a Venezia soltanto in quattro posti si costruiscono le gondole», ci racconta, «anche se di squero vero e proprio ce n’è soltanto un altro oltre al mio. I restanti sono cantieri navali classici che usano la gru, il carrello e le cinghie per spingere la barca in acqua. Io invece ho la spiaggia per il varo e la spingo da solo utilizzando i rulli».

Biagio Picardi

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