Un itinerario inusuale quello di questo numero di RADICI. Mentre Venezia affoga, la politica italiana è come sempre fedele al suo incomparabile genio: gettare al vento fiumi di denaro per progetti che non si realizzano mai. La vicenda del Mose (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) lo dimostra ampiamente. Il contestato sistema a paratoie mobili per proteggere la città dall’acqua alta non è ancora in funzione e sono passati più di venti anni.

“Mentre i politici italiani tentennano, Venezia affoga”. Figuratevi che questa frase era in un editoriale sarcastico e sdegnato del Times di Londra nel 1999. Sono passati vent’anni e quelle stesse parole profetiche e purtroppo reali, ci mostrano al sarcasmo del mondo per il ritardo con cui si risolve, anzi non si risolve, la salvaguardia del patrimonio più importante che abbiamo: Venezia. Come dargli torto? Se non che a distanza di 20 anni gli ultimi ed ennesimi incidenti fanno solo aumentare di vergogna il rossore sui nostri volti.
Per questo abbiamo voluto parlare di Venezia nella rubrica Itinerari. Le foto di questo articolo non hanno molto a che vedere con il sistema di paratoie che dovrebbe difendere la Serenissima e lo scandalo della sua incompiutezza, ma solo per aiutarci a prendere coscienza di cosa perderemmo se l’incuria umana continua nella sua irrefrenabile ipocrisia e incompetenza. Decenni di parole e un fiume di miliardi (impossibile da contare) spesi in studi e progetti, seguiti da una nebulosa di relazioni e controrelazioni che hanno prodotto solo tristezza e disastri. Venezia, ha assunto addirittura il ruolo storico di simbolo dell’Italia fragile, tanto bella quanto a rischio. La Laguna è quello che è, una meraviglia indifesa, sommersa sotto gli occhi del mondo.

Rocco Femia