Bruschetta, rucola e burrata. Spritz, Negroni e Campari. Grissini, stracchino e bresaola. Mortadella e parmigiano. Focaccia. Salsa cocktail? “Un americano, per favore”. Il mito dell’aperitivo…

Ripetete sentendovi liberi di aggiungere versi a piacimento o d’invertirne l’ordine. Il risultato non cambierà, se saprete conservarne l’italianità e il buon gusto.

I sogni degli italiani all’estero – anche dei meno nostalgici, ammettetelo – subiscono puntualmente invasioni di campo da questa serie di componimenti spontanei sull’aperitivo à l’italienne, con possibili varianti sul tema familiare o culinario. Questo lessico, così caratteristico dell’aperitivo italiano, sembra però aver perso il suo esotismo. Da qualche tempo, “bruschetta, rucola e burrata…” (vi lascio continuare) hanno invaso le terrazze francesi, sfidando le classiche chips e cacahuètes dell’apéro.

Il sogno sta diventando realtà? Certo, se siete disposti a pagarne il prezzo.